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L'ecatombe

Terribile strage terroristica in quattro città. Ci sono almeno 120 morti

Mentre le truppe del regime siriano continuano ad avanzare nella provincia di Aleppo, almeno 119 persone sono rimaste uccise e decine feriti in una serie di attentati che hanno colpito le zone controllate dal regime di Damasco. Gli Usa continuano a spingere per una tregua con l’annuncio di un accordo «provvisorio» sulla cessazione delle ostilità: da Amman, il segretario di Stato americano, John Kerry ha annunciato un "accordo provvisorio sulle condizioni" del cessate in fuoco, che, ha detto, «oggi è più vicino che mai». Ma intanto si continua a morire. L’Isisi ha rivendicato la responsabilità di un duplice attentati a Homes, la terza città più grande del Paese, i cui sono morte 57 persone: colpito il quartiere lealista di al-Zahra, abitato prevalentemente dalla comunità alauita a cui appartiene anche il presidente Bashar al-Assad. Per la martoriata città è stato l’attacco più grave dall’ottobre 2014 quando un attentato nello stesso quartiere lealista seminò la morte in una scuola: all’epoca, morirono 55 persone, dei quali 49 erano bambini. L’Isis ha rivendicato anche la serie di attacchi nei pressi di un santuario sciita a sud di Damasco, in cui sono morte 62 persone.

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