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Evo Morales e Bernie Sanders, due rossi da Papa Francesco (e in Vaticano spunta la coca)

Papa Francesco sa bene che accompagnarsi con pubblicani e peccatori comporta diversi rischi. Il più comune è di essere considerato un comunista pari a loro. E poi c’è un’alta probabilità che i suoi interlocutori non capiscano il suo messaggio, soprattutto quando si drogano. Fa parte degli incerti del mestiere. Gli piace ripetere che a una Chiesa «in uscita» possono anche capitare incidenti, ma continua a ritenere che comunque ne valga la pena anche se, per utilizzare la sua metafora, l’automobile rimane un po’ ammaccata.

Però forse non si aspettava che, dopo l’omaggio della scultura che rappresenta Gesù Cristo con la falce e martello, il presidente boliviano Juan Evo Morales Ayma, dopo la visita nello scorso luglio in Bolivia, utilizzasse il Vaticano per fare pubblicità anche alle coltivazioni di coca. «Io la prendo e mi fa molto bene, gliela consiglio per sopportare la vita». Con queste parole ha regalato al Pontefice tre volumi: Coca, una banca biologica; Coca dieta citogenica, e Coca fattore antiobesità. Con uno sguardo piuttosto perplesso, il Papa ha ringraziato, memore dell’invito, rifiutato, a masticare le foglie della pianta durante il loro primo incontro.

Oltre ai libri sulla coca, il presidente boliviano ha tirato fuori delle carte dicendo: «Qui c’è la “letterina” che vi mandano i movimenti sociali e qua c’è altro materiale». Tra i regali successivi all’incontro rientra anche un busto in legno di Tupac Catari, leader indigeno ucciso nel 1781. I due si parlano per 27 minuti, uscendo dal protocollo. Dalla Sala stampa della Santa Sede, diffondono una nota sui contenuti: «Durante i colloqui, svoltisi in un clima di cordialità, sono stati affrontati alcuni temi attinenti all’attuale congiuntura socio-economica del Paese, con speciale considerazione per le politiche sociali. Ci si è, quindi, soffermati sulle relazioni tra la Chiesa e lo Stato, evocando la lunga tradizione cristiana della Bolivia e il decisivo contributo della Chiesa alla vita della Nazione. Non si è mancato di fare riferimento anche a questioni di comune interesse, quali l’educazione, la sanità e l’aiuto ai più poveri. Nel prosieguo delle conversazioni sono state passate in rassegna alcune situazioni internazionali».

Dopo un abbraccio iniziale, l’ex cocalero ha esclamato: «Fratello Papa, che gioia vederla! sono molto contento!». È già un passo avanti che non si sia rivolto al Vicario di Cristo chiamandolo «compagno». Senza scomporsi, Bergoglio gli ha consegnato un medaglione di san Martino che divide il mantello con il povero, una copia della Amoris laetitia, l’esortazione post-sinodale sull’amore e la famiglia, e infine Il nome di Dio è misericordia, libro scritto con Andrea Tornielli. Morales, forse sotto gli effetti della coca, osserva: «Io vengo da un Paese il cui patrono è san Francesco, ho fatto parte di un sindacato che si chiama San Francesco e ora Papa Francesco».

Per stavolta, il Santo Padre si risparmia l’incontro con il socialista Bernie Sanders. Al candidato alle primarie democratiche degli Stati Uniti non viene concessa udienza per evitare strumentalizzazioni elettorali. L’americano abbozza e ne approfitta per farsi comunque un po’ di pubblicità all’incontro promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali sull’enciclica Centesimus Annus. Per godere almeno di un po’ di luce riflessa, si dice «impressionato da Papa Francesco e dalla sua visione di un’economia mondiale che lavori per tutte le persone». Più tardi dichiara: «Il Papa ha veramente svolto un ruolo storico per cercare di creare una nuova economia mondiale e una nuova visione per il pianeta, non possiamo andare avanti con l’avidità». Lo loda in particolare perché la «visione economica di Papa Francesco sul cambiamento climatico è fondamentale». Per questo, ha spiegato, «ho accettato di perdere un giorno di campagna elettorale accettando l’invito ed essere stato qui è stata una cosa giusta». Che il Papa gli stesse suggerendo anche l’attenzione a una visione soprannaturale del creato, forse fatica di più a capirlo.

di Andrea Morigi

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    16 Aprile 2016 - 15:03

    Questo san Pietro dei giorni nostri....più lo ascolti e più sembra Renzi !

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  • blues188

    16 Aprile 2016 - 10:10

    'Meno male che non l'ha chiamato <compagno>'? Si ma l'ha chiamato 'fratello', come si fa tra massoni!

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