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Terremoto

Amatrice, i funerali delle vittime: lacrime e dolore sotto la pioggia

Funerali di Stato ad Amatrice per le vittime laziali del terremoto. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto poco prima delle 18. Prima di lui sono arrivati anche il premier Matteo Renzi e il presidente del Senato Pietro Grasso

Il dolore condiviso - È piena di gente la tensostruttura allestita nel cortile del complesso don Minozzi. Ci sono centinaia di persone a rendere l’ultimo saluto alle 28 bare. Tra queste due più piccole, di bambini. Tutte disposte di fronte a un altare montato proprio in fondo sotto un grande crocifisso e la statua della Madonna della Neve. Ci sono anche tanti palloncini bianchi che la protezione civile ha voluto donare ai bambini. La pioggia è diminuita ma continua fin dalle prime ore del pomeriggio. Ci sono parenti, amici, corone di fiori, gonfaloni. Tra i primi politici ad arrivare il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, i vicepresidenti della Camera Simone Baldelli, Roberto Giachetti e Marina Sereni. C'è pure Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra italiana a Montecitorio. Ma ci sono soprattutto loro chi piange i propri cari, stretti nel loro dolore. Qualcuno è seduto accanto alle bare, altri si abbracciano, cercano conforto.

Renzi: "Non vi abbandoneremo" - "Non vi lasceremo soli. È un impegno", ha commentato Renzi dopo aver stretto le mani ai rappresentanti dell'esercito, delle forze dell'ordine e ai volontari. Ad una rappresentante delle unità cinofile di Civitavecchia che ha sottolineato le difficoltà in cui lavorano, anche con lei il premier Renzi si è impegnato per aiutarli: "Ci proviamo", ha detto e poi ha aggiunto "che cosa meravigliosa hanno fatto i cani".

Il vescovo: "Uccide l'uomo" - "Non sono i terremoti ad uccidere ma l'opera dell'uomo", è il passaggio più duro dell'omelia del vescovo di Rieti, Domenico Pompili. "I terremoti esistono da quando esiste la terra e l'uomo non era neppure un agglomerato di cellule, senza i terremoti - sono parole del vescovo - non esisterebbero le montagne, forse neppure l'uomo, il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell'uomo". Monsignor Pompili ha poi invitato tutti a non trasformare la ricostruzione in "sciacallaggio e querelle politica".

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Commenti all'articolo

  • marzio.tacconi

    30 Agosto 2016 - 22:10

    L alto prelato del sinedrio infierisce sulle povere vittime ree di vivere nelle case dei propri avi non antisismiche. Ma nel suo delirio a favore di " fratel terremoto" finisce per diventare ridicolo.

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  • kufu

    30 Agosto 2016 - 22:10

    Ben detto Domenico

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  • g.trimboli

    30 Agosto 2016 - 21:09

    Renzi e tutto Pd incapace fi fare um progetto serio post-terremoto , loro incapacità manifesta in tutti i settori ( vedi immigrati -economia -occupazione ) riunioni Merkel-Holland- Renzi inutili privi di soluzioni. Questi falliti della politica italiana possono vendere solo parole. Ma nessuno crede più, hanno perso ogni credibilità. Via......via.........via

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