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Nuove grane per il ginecologo

Caso Antinori, la modella. "Mi offrirono del denaro ma io scappai"

«Mi hanno detto che dovevo arrivare fino in fondo» questa la denuncia di Lucia Sciliberto, modella siciliana 20enne che, pur non avendo, a suo dire, partecipato all'espianto di ovuli, racconta come sia stata avvicinata alla clinica Matris del ginecologo Antinori.

La vicenda - Curiosità, poi i soldi, infine il timore: «Una donna che organizza eventi mi ha contattata e accompagnata nella clinica. Ho appena vent’anni, la vita e il mondo davanti; non voglio dir di no a niente e nessuno senza prima vedere, valutare di persona. Mi hanno promesso 1.500 euro. Pochi. Hanno rilanciato, arrivando a duemila. Ma qualcosa non mi rassicurava. Hanno insistito, con decisione. Mi hanno spiegato tutto, compreso il bombardamento ormonale. Ho domandato se potevo interrompere la cura nel caso in cui avessi iniziato a star male. Hanno risposto che non se ne parlava neanche, se il contratto partiva dovevo arrivare fino in fondo. Allora ho rinunciato. Sono scappata e non mi sono più fatta trovare».

Lucia, per gli amici Lucy è una modella di Messina che, dopo tanti sacrifici, si sta affermando a Milano. Il liceo linguistico le ha lasciato in dote una buona conoscenza delle lingue inglese, spagnolo e francese. La bellezza e l’altezza, un metro e 71 centimetri, le hanno aperto già molte porte. La sua breve carriera professionale parla di partecipazioni alle campagne d’intimo di un noto marchio di moda. I fotografi la cercano perché presti il volto a servizi nelle migliori location di Milano, dove abita ma lei, resta una ragazza come le altre. Eppure il suo nome compare nell’elenco di un dossier in possesso del Corriere, con le 23 ragazze donatrici di ovuli. Lucy però, nega d’essersi prestata all’intervento chirurgico o alla terapia preparatoria. La Matris, dice, non l’aveva convinta da subito. «La clinica non rimandava l’immagine della perfezione assoluta. Era, come dire, normale. Una struttura piccola, forse anche anonima. Ma non era quello. Il personale, in modo particolare le donne, erano troppo gentili, troppo premurose, avevano un atteggiamento esageratamente forzato, costruito. Avevo terminato il liceo linguistico e mi ero trasferita a Milano. Avevo cominciato a muovere i primi passi, non vi nego che di contratti pesanti non ce n’erano. Ma di sicuro non mi vado a distruggere per 1.500 oppure 2mila euro che siano». Ora, a causa di questa brutta storia, Lucia Sciliberto non vorrebbe che la sua carriera s’interrompesse. Ricorda i sacrifici della famiglia e la personale fatica per imporsi. «Sono stata una stupida soltanto a provarci... Nel senso che ho dei piccoli problemi di cuore e in clinica non dovevo nemmeno presentarmi... Chissà che cosa mi sarebbe successo... Sono stata fortunata». Insomma, una testimonianza che andrebbe a confermare il sistema in uso nella clinica congegnato dal ginecologo Antinori.

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