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L'arsenale a Ventimiglia

Volevano "ammazzare sbirri" con questa. L'orrore dei "tifosi" degli immigrati

Negli arsenali di anarchici e antagonisti gli investigatori erano abituati a trovare un po’ tutto: bottiglie molotov, biglie, chiodi, bastoni, spranghe e molto altro. Ma un guanto simile a quello usato da Freddie Krueger nella serie cinematografica anni ’80 di Nightmare francamente non l’avevano mai scovato. Il gingillo, equiparabile anche agli artigli di Wolverline, il mutante protagonista dei fumetti della Marvel, è inquietante: una mano ossuta delimitata da un bracciale con incastonato un piccolo teschio e da tre lunghe lame come sorta di artigli. Quest’arma è stata sequestrata durante un controllo su un’auto di tre cittadini francesi che dalla madre patria stavano venendo in gita in Italia per la manifestazione non «preavvisata» organizzata dagli antagonisti per il 7 agosto a Ventimiglia e a cui ha preso parte un centinaio di attivisti. La chiamata alle armi era partita dal presidio permanente dei «No borders» italiani, i no global che non solo non vogliono Tav, basi militari e molto altro, ma che adesso hanno deciso che bisogna pure abolire i confini. Il tutto con la scusa di qualche migrante che viene fermato nel campo di accoglienza di Ventimiglia, senza poter varcare la frontiera.

I compagni francesi hanno provato a dar man forte alla quarantina di militanti nostrani accampati nel piccolo comune di Camporosso, sulle alture di Ventimiglia. Negli zaini di queste squadriglie d’Oltralpe, i poliziotti hanno trovato frecce, coltellacci, accette, seghetti, chiavi inglesi, cacciaviti, bastoni, aste, elmetti, e bulloni. Un’operazione a pettine che ha portato a blindare l’intera città e in cui, è rimasto impigliato anche uno spacciatore con mezzo chilo di marjuana e 214 pasticche di ecstasy. Quindici cittadini francesi sono stati rispediti in Patria con il foglio di via firmato dal questore di Imperia.

Tra loro come dicevamo anche i tre con a bordo gli artigli: S. C., nizzardo, classe 1978, incensurato (il proprietario della mano scheletrica), M. C. quarantadue anni, parigino residente a Nizza, di origini tunisine; con loro anche una ragazza francese di 32 anni. Il quarantaduenne aveva precedenti specifici per reati legati all’ordine pubblico. Tra i quindici respinti anche altri ragazzi avevano avuto problemi con le forze dell’ordine durante disordini di piazza. I poliziotti hanno fermato pure una ragazza fiorentina di 29 anni residente a Parigi e altri coetanei (la maggior parte nati negli anni ’80) provenienti da città difficili come Nizza, Marsiglia, Parigi e Rouen (dove è stato sgozzato don Jacques Hamel). La ragazza era già stata fermata a Sanremo nel 2010 insieme con un cittadino greco durante una manifestazione.

Ma se i casseur francesi non sono riusciti a unirsi ai compagni italiani, nel «campeggio di lotta» allestito in una zona impervia della frazione Ciaxie di Camporosso, sono rimasti una quarantina di antagonisti, ideologicamente accomunati dall’obiettivo di menare le mani contro la polizia.

A Ventimiglia la morte dell’agente Diego Turra ha fatto calare un po’ la tensione e il campeggio, previsto dal 5 al 10 agosto, sembra destinato a una chiusura senza il botto. Anche se visti i soggetti non conviene cantare vittoria troppo presto. Nel giugno del 2015 il movimento No borders è nato con il sostegno del volontariato cattolico, del sindacato, del partito comunista francese e di associazioni come Adn (Association pour la démocratie à Nice) e Amnesty international. Purtroppo, passato l’inverno, si è alzata pure la temperatura all’interno del movimento. Hanno iniziato a calare in Liguria facce poco raccomandabili e spesso note alle forze dell’ordine, provenienti da diverse realtà antagoniste e anarchiche della Lombardia (per esempio il circolo «Bottiglieria okkupata» o il centro sociale «Lambretta»), del Piemonte (il solito centro sociale «Askatasuna»), della Liguria e dell’Emilia Romagna.

Dal punto di vista logistico il movimento si appoggia in loco allo storico centro sociale autogestito «L’orologio e la talpa» di Imperia e al circolo anarchico Insurreale di Dolceacqua. Alla fine i nuovi arrivati hanno spaventato e allontanato volontariato cattolico e sigle istituzionali e la guida è stata presa da «professionisti dell’agitazione», come li ha definiti il capo della Polizia Franco Gabrielli. Uno di questi è il portavoce dei «No borders» Rafael Campagnolo, anarchico trentaduenne della provincia di Pesaro e Urbino, storico contestatore e occupante all’Università della città ducale. Il 19 ottobre del 2013 era stato fermato per gli scontri durante l’imponente manifestazione No Tav. Lui e altri cinque erano chiamati a rispondere di violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Il gip di Roma ordinò l’immediata scarcerazione per tutti.

di Giacomo Amadori

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Commenti all'articolo

  • zefleone

    09 Agosto 2016 - 16:04

    Ai nostri ragazzi (poliziotti) consiglio semplicemente questo: a chi li avete sequestrato metteteglielo in quel posto è l'unica soddisfazione che potreste avere perché fra pochi giorni qualche pm o giudice faranno solamente un pufetto sulla guancia e son più belli di prima, d'altronde la giustizia è uguale.

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  • Oscar1954

    09 Agosto 2016 - 10:10

    Voi siete i soliti disfattisti non questi bravi ragazzi che, a pagamento, sacrificano le vacanze per andare ad sostenere la causa dei migranti. Migranti che rappresentano, come dice la Boldrini, le risorse dell'Italia. Infatti le Coop incassano decine di miliardi di Euro per gestire il business. Questi ragazzi sono degli ottimi soggetti che vanno tutelati. Altrimenti come farebbero le Coop.

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  • Oscar1954

    09 Agosto 2016 - 10:10

    Voi siete i soliti disfattisti non questi bravi ragazzi che, a pagamento, sacrificano le vacanze per andare ad sostenere la causa dei migranti. Migranti che rappresentano, come dice la Boldrini, le risorse dell'Italia. Infatti le Coop incassano decine di miliardi di Euro per gestire il business. Questi ragazzi sono degli ottimi soggetti che vanno tutelati. Altrimenti come farebbero le Coop.

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  • exbiondo

    09 Agosto 2016 - 10:10

    ma loro sono i buonisti, i pacifisti quelli delle bandierine arcobaleno, quelli che accusano gli altri di seminare odio, ridicoli ed inutili pantegane rosse

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