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Quattro stelle solo per loro

Verona, requisito hotel a 4 stelle: via i clienti, dentro i rifugiati

Albergo requisito, serve agli immigrati. La prefettura di Verona, con un provvedimento di «pubblica utilità», ha espropriato l’hotel Cristallo di Castel d’Azzano, a otto chilometri dall’Arena. Per tre mesi, dal 30 ottobre al 31 gennaio, tutte e novantatré le stanze saranno a disposizione dei richiedenti asilo. Per ora non si sa quanti ne arriveranno, ma dal momento che è stato requisito l’intero albergo è prevedibile che saranno almeno un centinaio. L’hotel ha quattro stelle. Ci sono sale per le conferenze, c’è il servizio wifi gratuito, ogni stanza ha il suo televisore e i pavimenti delle camere sono in lucido parquet. Dista appena cinque minuti in macchina dalla Fiera, e infatti per i giorni di Fieracavalli, la più importante manifestazione del settore - in programma dal 10 al 13 novembre - era tutto prenotato. Lo è ancora, solo che cambierà la tipologia dei clienti. I quali, rimanendo qui non più per tre giorni - quanto durerà la manifestazione - ma per tre mesi, considerando i 35 euro al giorno che lo Stato offre per l’accoglienza degli immigrati contribuiranno a rimpinguare le casse dell’hotel, oltre a quelle della cooperativa di turno. Gli ospiti che avevano prenotato per la Fiera dovranno arrangiarsi a trovare un’altra sistemazione.

I PROPRIETARI
I titolari dell’albergo, di proprietà della famiglia Poiani, non vogliono parlare. Si sa però che in un altro loro albergo poco distante, l’hotel Monaco (ne hanno poi altri due), già da febbraio ospitano cento immigrati. Per avere maggiori dettagli ci siamo rivolti allo studio dell’avvocato della famiglia Poiani, ma ieri pomeriggio il professionista era sempre in riunione. Quindi ci siamo finti potenziali clienti dell’hotel e dalla reception ci hanno chiesto di inviare una mail con la richiesta di prenotazione. Un paio d’ore dopo abbiamo telefonato di nuovo, questa volta qualificandoci, ma nessuno sapeva nulla.

Il sindaco di Castel d’Azzano, Antonello Panuccio - eletto in una lista civica di centrodestra - è infuriato: «È assurdo», dice a Libero. «Non ci avevano avvertiti. È una decisone calata con forza dall’alto. Le requisizioni appartenevano ai tempi di guerra. Cosa faranno domani? Ci requisiranno anche le seconde case? E poi», continua, «chi ce lo dice che la requisizione dell’hotel non verrà prorogata? Può servire anche un anno e mezzo per smaltire le pratiche di richiesta d’asilo. E perché, con tutte le strutture che si sono nella zona, è stato scelto proprio un hotel a 4 stelle? Queste persone, che hanno tutte lo smartphone» ha concluso il sindaco «diranno a parenti e amici che sono ospitati in un hotel elegante con tutti i comfort, descrivendo l’Italia come il paese di Bengodi». Come dargli torto?

LADRI DI BICICLETTE
Nel frattempo il Comune di Verona, guidato dall’ex leghista Flavio Tosi, ha deciso di regalare ventotto biciclette abbandonate sulle rastrelliere della città - quindi è molto probabile che si tratti di bici rubate - ad altrettanti richiedenti asilo ospitati in alcuni centri d’accoglienza. Le prime dieci sono state consegnate con una cerimonia in pompa magna di fronte al municipio.
A Verona sono in parecchi a chiedersi se le stesse biciclette, di cui magari i legittimi proprietari non ne avevano denunciato il furto per le scarse se non nulle speranze che le forze dell’ordine le ritrovassero, non potessero essere messe a disposizione della cittadinanza: qualora nessuno ne avesse reclamato la proprietà, l’amministrazione avrebbe potuto regalarle alle famiglie più indigenti. «È vergognoso», dice il consigliere comunale Vittorio Di Dio, che pure al momento fa ancora parte della maggioranza. «Per una foto sui giornali ora fanno pure i regali a dei potenziali clandestini. E non sono bici da pochi soldi, glielo garantisco. Abbiamo un sacco di veronesi in difficoltà economiche, ma certa gente se ne sbatte le palle di tutto e di tutti».

di Alessandro Gonzato

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Commenti all'articolo

  • fragra

    22 Ottobre 2016 - 00:12

    Complimenti gli faranno trovare anche il cesto di frutta in camera con bottiglia di champagne da, signor Tosi, signor si fa per dire, gli interessa proprio la sua città, si vede, pero la poltrona che gli darà Renzi, ancora non si vede, ma si vedrà, tutti uguali disconoscono anche le proprie origini

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  • etano

    21 Ottobre 2016 - 13:01

    Indipendentemente dalla vera causale di questo fatto, prescindendo dalla volontà della proprietà, semmai quelle stanze avrebbero dovuto essere messe a disposizione prima delle famiglie italiane indigenti ma per il prefetto che tenta la carriera politica questo non ha alcun valore . In Italia esistono giudici o prefetti onesti e giudici o prefetti rossi. E' solo una questione di colore politico.

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  • etano

    21 Ottobre 2016 - 13:01

    Indipendentemente dalla vera causale di questo fatto, prescindendo dalla volontà della proprietà, semmai quelle stanze avrebbero dovuto essere messe a disposizione prima delle famiglie italiane indigenti ma per il prefetto che tenta la carriera politica questo non ha alcun valore . In Italia esistono giudici o prefetti onesti e giudici o prefetti rossi. E' solo una questione di colore politico.

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  • secessionista

    21 Ottobre 2016 - 11:11

    basterebbe bruciare l'albergo , che problema c'è ?? Sicuramente non è stato requisito dal Prefetto , ma è stato offerto dal proprietario che ha capito il sistema per far soldi.

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