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Cosa spunta dal passato

Roma, i graffiti di guerra nei sotterranei di San Martino a Monti

L'archeologa Lucia Prandi ha reso pubblici degli importantissimi graffiti di guerra, incisi nei sotterranei della chiesa di San Martino ai Monti. Le scritte, preservate per 73 anni, rappresentano un importante ritrovamento storico, perché sono una prova tangibile dei bombardamenti avvenuti vicino alla capitale nel 1943. Queste incisioni, scritte su millenari lapidi e bassorilievi, hanno il potere di riportarci indietro nel tempo quando i cittadini del rione Monti, per cercare la salvezza, si nascondevano in queste segrete e lì, per passare il tempo e allontanare la paura, segnavano il loro passaggio con date, nomi e frasi di attesa e speranza.

I ricercatori Lorenzo Grassi e Luca Messina del centro ricerche speleo-archeologiche dei sotterranei di Roma hanno documentato e studiato a fondo questi preziosi lasciti e a tal proposito, al Messaggero, raccontano: "Ricorrono scritte con date estremamente importanti, come quelle vergate con le firme di Luciana e Sergio il 4 luglio 1943, proprio quando nella notte le formazioni degli Alleati sorvolarono Roma sganciando alcune bombe su Ostia e Fiumicino. Si trattò di uno dei primi bombardamenti nei dintorni della Capitale". Questi ritrovamenti oltretutto si ricollegano a testimonianze riemerse recentemente da una cantina-rifugio di Ostia in cui sono state recuperate rarissime frasi anti-inglesi, tra cui spiccano: "Meglio vivere un giorno da italiano che cento da inglese". E ancora: "Churchill non ti illudere qui dentro ci sono le mogli ed i bambini degli eroi di Bardia" (riferimento alla battaglia del 1941 nella fortezza di Bardia in Libia, ndr).

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Commenti all'articolo

  • Oscar1954

    24 Novembre 2016 - 10:10

    Gente morta in guerra per l'onore dell'Italia. Se avessero saputo a chi è in mano ora l'Italia sicuramente si sarebbero arresi subito al nemico.

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  • capitanuncino

    24 Novembre 2016 - 05:05

    Nessuno è ancora andato a vedere quello che scrivevano i prigionieri sulle pareti dei sotterranei della Casa dello Studente di Genova,sede della Gestapo e delle SS a Genova....Quelle sono ancora più realistiche.

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  • akapana

    akapana

    24 Novembre 2016 - 00:12

    Cosa pensava l'archeologa della gente che subiva i bombardamenti durante la guerra? Che se ne stessero naso all'aria ad aspettare che qualche bomba li colpisse? Se scava ne troverà migliaia di rifugi sotterranei. Possibile che ci sia gente così disinformata?

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  • begeca

    23 Novembre 2016 - 14:02

    hanno controllato anche i sotterranei del Vaticano chissà cosa troveranno

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