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Morto il leader radicale

Marco Pannella: la vita, le battaglie

E' morto Marco Pannella. L'86enne leader radicale stava male da tempo e ieri sera era stato ricoverato d'urgenza perché le sue condizioni erano peggiorate. "Senza speranza", avevano detto i medici. Pannella era malato da anni, il fisico debilitato dalla malattia e dai tanti scioperi della fame e della sete che intraprendeva nonostante l'età e i malanni.

Scioperi della fame e della sete - Lo sciopero della fame e della sete come atto di denuncia politica e disobbedienza civile. Nessuno come Marco Pannella è riuscito a farne un efficace strumento di battaglia, soprattutto mediatico, a sostegno della legalità per attirare l’attenzione sul dramma delle carceri e il disastro della giustizia in Italia. In questi anni di militanza si sprecano le iniziative non violente dello storico leader dei radicali. Il primo digiuno, raccontano lo aveva fatto nel 1969, a favore del divorzio. Da allora è diventata la sua arma di protesta politica.

Il digiuno più lungo, il leader dei radicali lo fece nel 2011 per chiedere un’amnistia contro le condizioni dei detenuti: allora 81enne, digiunò quasi completamente, ingerendo solo liquidi, per circa tre mesi dal 20 aprile al 19 luglio. Moltissimi gli scioperi di protesta contro le condizioni carcerarie italiane. L’ultimo risale all’agosto scorso, quando Pannella, 85 anni compiuti a maggio, aveva deciso di non mangiare e bere “per il rispetto e il diritto della legalità, per la giustizia, i processi e i problemi legati al mondo carcerario”. Solo l’intervento del capo dello Stato, Sergio Mattarella lo aveva fatto desistere. Ma Pannella si era privato di cibo e acqua già nell’aprile 2014 per chiedere il miglioramento delle condizioni dei detenuti: durante lo sciopero fu ricoverato per un’operazione all’aorta addominale e quella volta ricevette la chiamata di Papa Francesco.

Le battaglie - Dal 1974 a oggi i Radicali hanno promosso 110 referendum, raccogliendo in totale più di 63 milioni firme. La Corte Costituzionale ne ha bocciati 48. I più menzionati sono quello sul divorzio e sull’aborto, passati alle cronache politiche e sociali come le principali conquiste del Partito Radicale. Ma il partito Radicale ha depositato molti altri referendum: legge Reale (ordine pubblico), finanziamento dei partiti, legge sui manicomi, Commissione inquirente, Concordato, Codice Rocco, codici militari, tribunali militari, legge Cossiga (ordine pubblico), reati di opinione, riunione e associazione, ergastolo, caccia, porto d’armi, tribunali militari, liberalizzazione delle droghe leggere, centrali nucleari, smilitarizzazione della Guardia di finanza, e altri ancora.

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