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Palazzo Chigi

Referendum, profumo di "no": e gli anti-Renzi si ca didano alla successione

La corsa al dopo-Renzi è ufficialmente partita. Rischia di essere platonica, perché anche in caso di sconfitta è assai poco probabile che Matteo Renzi levi le tende tanto facilmente dal suo accampamento a Palazzo Chigi. Però, c'è un fattore che spinge gli aspiranti successori ad alzare la testa per farsi vedere: da settimane, ormai, i "no" sono dati in vantaggio sui "sì". E in modo piuttosto netto. E se, come si dice, la speranza è l'ultima a morire...

Eccoli, allora, gli aspiranti dopo-Matteo. Li elenca il quotidiano Il Giornale, partendo dalla "banda degli ex-presidenti": c'è Enrico Letta, che è per un attimo spuntato dal suo esilio dorato parigino per dirsi favorevole al "sì" ma sembra dire "Matteo stai sereno": la sua sarebbe una candidatura nella linea della continuità. Di "rottura" è invece la discesa in campo di Mario Monti, che ha annunciato che voterà contro le riforme che in realtà da parlamentare ha approvato e si è scagliato contro "una politica che cerca il consenso attraverso bonus fiscali, elargizioni mirate o altre forme di spesa pubblica". Monti guarda dunque oggi a quel mondo che sta a sinistra di Renzi, al "vecchio Pd" vicino alla Cgil. Difficile, però, che Bersani & Co puntino su un nome come il suo, che sarebbe davvero traumatico tanto all'interno della sinistra Pd quanto per l'area renziana del partito.

Più facile che, con realismo togliattiano pensino ad un nome che garantisca comunque una certa continuità con Renzi come quello di Carlo Calenda, che di Matteo è oggi ministro, ha una grande capacità di comunicazione e ottime referenze sul piano internazionale. Gradito a Mattarella, sempre e comunque per un governo "di transizione", sarebbe invece un altro nome: quello del presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone. Ma resta da chiedersi: Renzi, anche di fronte a una vittoria del "no", sarà disposto a cedere quella campanella che due anni e mezzo fa ha strappato con tanta avidità dalle mani di Enrico Letta.

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Commenti all'articolo

  • erpiovra3

    31 Ottobre 2016 - 18:06

    QUESTO POVERO UOMO NON DIRITTO DI PARLARE

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  • machian45

    21 Ottobre 2016 - 10:10

    Potete continuare a sbraitare su queste prese di posizione ma, fortunatamente, le imminenti proiezioni sono queste. Ci mancherebbe che, per continuare a far divertire il Bimbominchia, dobbiamo essere costretti ad indebitarci ancora all' infinito!

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  • rossini1904

    21 Ottobre 2016 - 08:08

    Noi intanto abbiamo il dovere di provarci. Andiamo tutti a votare al referendum e votiamo No. È possibile che così ci liberiamo del Pinocchio fiorentino e della sua corte di nani e ballerine. E se questo non si verifica; se, complice Mattarella, non dovesse togliersi dai piedi, quanto meno raggiungeremo il risultato di ridimensionarlo nella sua arroganza insopportabile. Meglio di niente.

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    • Happy1937

      21 Ottobre 2016 - 09:09

      Io invece, pur non essendo renziano e non apprezzando la riforma come proposta, votero`SI per evitare che al posto di Renzi si insedino quelli citati nell'articolo o Franceschini e la Mogherini. Non sono disponibile a cadere dalla padella nella brace.

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