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Buon anno

La disgustosa nevicata di me... a Roma. Sommerse auto, strade e semafori

Se il 2015 è stato l' annus horribilis per la Capitale, commissariata (da un milanese) e travolta da inchieste e polemiche di ogni genere, il 2016 si è aperto anche peggio: Roma chiusa per cacca di uccelli. E non sembra essere di buon auspicio. Dopo i cumuli di rifiuti, i mezzi pubblici sempre guasti o in sciopero, i maiali per strada, gli insediamenti abusivi, le periferie senza luci, le buche, lo smog, le «alluvioni» di Ignazio Marino, la povertà crescente, mancava l' emergenza guano a fare da ciliegina sulla torta (si fa per dire) al panorama disastroso di una città bellissima e fiera, amatissima dai turisti, ma gestita negli anni sempre peggio. Ieri, sabato 2 gennaio, l' apoteosi: il commissario straordinario, Francesco Paolo Tronca, ha fatto chiudere il lungotevere all' altezza del centro fino alle 18 per permettere alle squadre dell' Ama (l' azienda municipalizzata dell' ambiente) di pulire le strade infestate da un mix esplosivo di pioggia e guano degli storni, il solito annoso problema di Roma in cui il Comune fallisce ogni volta.
Sia con Marino sia, adesso, con Tronca.

Gli storni sono quei graziosi uccellini neri che arrivano d' inverno e volano tutti insieme creando forme uniche nel cielo. Piacciono tanto da vedere, ma è meglio starsene alla larga: fanno piovere mitragliate di esiti intestinali senza dare scampo a chi sta sotto. Se un automobilista ha la pessima idea di lasciare la propria vettura parcheggiata sul lungotevere per più di un paio di ore, rischia di trovare sul cofano un tappeto di escrementi con difficoltà perfino ad aprire la portiera. Se l' auto è in movimento, si sente sulla capote e sul parabrezza un effetto bombardamento che neanche i petardi di Capodanno. Se qualcuno ha l' ardire di avventurarsi a piedi per una passeggiata lungo il Tevere, è meglio che si munisca di ombrello o cappuccio per evitare l' insolito shampoo all' olio di pennuto. Ma il dramma vero è per le due ruote: il guano misto a umidità crea una pericolosissima poltiglia viscida che da almeno tre mesi miete vittime tra i motociclisti.

Per fortuna il bollettino medico non parla ancora di decessi causa guano, ma di gambe o piedi rotti, infortuni, distorsioni, colpi della strega, ginocchia sbucciate e quant' altro. Come ieri mattina. Dopo settimane in cui si invocava l' arrivo della pioggia per abbassare i livelli delle polveri sottili, la perturbazione finalmente è arrivata.

Ma a fronte di questa, servita per abbassare lo smog, sul manto stradale si è formata una patina gelatinosa e maleodorante che ha cominciato a fare strike di scooter. Giù uno e giù un altro, Tronca ha ordinato: chiudere subito tutte le strade a rischio guano.

E così off limits una parte di piazza Venezia, via Arenula, lungotevere dei Vallati fino ai Tebaldi, impossibile raggiungere via Giulia, intrappolati migliaia di residenti del rione Parione, in tilt le vie della movida e dello shopping attorno a Campo de' Fiori (era sabato pomeriggio di una settimana di festa). Per uscire dal tunnel di viuzze chi scrive, come tanti altri automobilisti spiazzati dalle transenne, ha dovuto «circumnavigare» il ministero della Giustizia con una manovra di solito consentita solo alle auto della polizia penitenziaria. Due agenti di vedetta smistando il traffico hanno allargato le braccia: «Fino a che non aprono il lungotevere...». Alle 18 il rompete le righe: via i nastri gialli della municipale si è di nuovo ricominciato a circolare, dopo che dieci squadre dell' Ama hanno provveduto a versare polvere bianca sulle strade per asciugare l' effetto buccia di banana, ma le polemiche non sono mancate. Perché non si è provveduto prima a spazzare le vie del centro? Perché l' assessorato all' Ambiente del Campidoglio, considerato che ogni anno si ripropone il rischio escrementi degli storni, non ha predisposto un settore specifico e misure ad hoc? Marino, che ha sempre fatto il chirurgo dei trapianti e sul tema volatili non era certo un' aquila, aveva pensato bene di mettere in campo i falchi pellegrini che però non servono a niente: «Lo sanno tutti che gli storni volano in gruppo e un falco al massimo ne prende uno su mille», attaccano gli esperti. Tronca ha puntato sulle grandi pulizie e sul Distress call, cioè il grido che spaventa gli uccellini e li fa allontanare, ma questa tecnica funziona se viene applicata nei tempi e nei modi giusti, altrimenti si rivela inefficace. Il premier Renzi che parla sempre di gufi forse ora dovrebbe cominciare a occuparsi anche di uccelli, altrimenti Roma se la sogna.
E sul web, dopo le tante ordinanze sulle targhe alterne, fioccano gli sfottò: «Oggi circolano le cacche pari o le dispari?».

Brunella Bolloli

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Commenti all'articolo

  • zydeco

    04 Gennaio 2016 - 09:09

    Mi sembra appropriato che una citta' piena di m...sia ricoperta dalla stessa.

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  • filen

    filen

    03 Gennaio 2016 - 18:06

    Che merda di città ahahah

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  • ramadan

    03 Gennaio 2016 - 17:05

    gli storni ? colpa di renzi e amici di salvini e berlusconi !

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  • frenand

    03 Gennaio 2016 - 15:03

    Città di Dio, omaggio dal cielo.

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