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Il programma comico dell'anno: #Riccanza, giovani, simpatici e billionari

Se guardato con lo spirito giusto, senza pensieri del tipo “dove siamo arrivati?” o “che vergogna”, #Riccanza potrebbe risultare il programma comico dell’anno. Ci sono sette ragazzi belli e ricchi che raccontano le loro vite smeralde fatte di elicotteri, macchine potenti e Rolex. “Io ne ho tre, ma ho tutta la vita davanti”, dice uno dei protagonisti. “Non mi ci vedo a diventare vecchia davanti a un computer”, dice Elettra Lamborghini, ormai volto simbolo di Mtv. C’è Farid, italo-iraniano con la Go-pro sempre con sé; Gianmaria, fashion blogger che va agli appuntamenti in elicottero.

Dopo Rich Kids il fenomeno dei giovani miliardari arriva sulla rete giovane in onda domani, martedì 29 novembre (Sky canale 133) alle 22.50. Se su Raidue il racconto era affidato a un documentario, qui è siamo al docu-reality: una produzione originale italiana in cui non c’è giudizio, né moralismo, non c’è intervento autoriale (o quasi), i protagonisti vanno a briglia sciolta.

Potrebbero essere tutti ipotetici figli di Gianluca Vacchi. Il format, prodotto dalla DueB di Luna Berlusconi, entra nella quotidianità di sette ragazzi, di cui sei “nativi ricchi", e un settimo che si  è fatto da sé grazie alla vincita milionaria di uno zio (un parvenue, si diceva un tempo) e che oggi vuole diventare politologo.

Oggi i rich kids si posso definire tali se celebrano la loro “riccanza” sui social: foto alle feste, ville esagerate, status symbol. “Ci abbiamo messo un bel po’ di tempo per trovare il nome giusto del programma”, racconta Sergio Del Prete, Editorial Content Viacom Italia, “Riccanza è un neologismo che secondo noi cattura bene il fatto che i soldi diventano un modo di essere. E poi ammettiamolo, tutti almeno due minuti ci siamo goduti un attimo di riccanza, quando ci concediamo un lusso”.

 La sigla del programma, di Il pagante, non a caso recita quel “ciao poveri” che sembra uscito dalla bocca del principino George di Winsor. Loro stessi sono ironici, si prendono in giro, sanno di essere osservati come scimmiette allo zoo. E poi, colpo di scena, lavorano, cosa per nulla scontata.

di Alessandra Menzani

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Commenti all'articolo

  • andresboli

    28 Novembre 2016 - 19:07

    una specie di presa per il culo della gente normale

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