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Il ritratto

Auguri Totti, 40 anni di Grande bellezza: fenomeno, padrone (e schiavo) di Roma

Quarant'anni di Francesco Totti: 250 gol in A, 306 in totale e tutti con la maglia della Roma, la sua Roma per 25 stagioni, oltre la metà vissute da capitano, anzi Capitano. Uno scudetto storico, nel 2001, un Mondiale vinto con l'Italia nel 2006, un Europeo con l'Under 21 dieci anni prima, 58 partite in azzurro e 9 gol. Coppe Italia e Supercoppe a fare contorno, troppi pochi trofei per uno come lui. Ma in fondo i numeri non bastano, non servono. Totti non va pesato ma vissuto, nel bene e nel male.

Da Pupone a Capitano - Il ragazzino di Porta Metronia, cresciuto nella Lodigiani, diventato Er Pupone incubo della Lazio (che ha "purgato" molto spesso, una volta si è anche fatto un selfie sotto la Curva Sud per festeggiare) e fonte di orgasmi multipli per Carlo Zampa, la voce del popolo e dell'Olimpico giallorossi. Che lo venera, senza se e senza ma. Mentre mezza Italia lo critica, quando lo vede in Nazionale e non solo: tra un rigore da scompenso cardiaco agli Europei 2000, quello del "Je faccio er cucchiaio" (quante volte l'ha rifatto, una sera ha costretto l'Inter e San Siro ad alzarsi in piedi e applaudire) allo sputo a Poulsen che forse ci cacciò fuori da Euro2004, dalle barzellette in romanesco alla love story con Ilary Blasi fino ai veleni con la Juve, gli arbitri che non fanno vincere la Maggica, il calcione nel sedere a Balotelli.

Roma e basta - Totti è la Roma, non si cura di piacere al resto del mondo perché il suo mondo è lì. Forse ha sbagliato tutto, con un po' più di coraggio e più pelo sullo stomaco avrebbe potuto andare a vincere tutto in Spagna o in Inghilterra, o al Milan da Silvio Berlusconi, che lo amava alla follia. "Lo scudetto con la Roma meglio del Mondiale", disse. O ancora: "Uno scudetto con la Roma ne vale 10 vinti con le altre squadre".

Da standing ovation - Sì, con Totti i numeri non contano, non vanno pesati, la matematica salta. Come la logica: chi può giocare da fermo e servire assist a occhi chiusi a compagni che corrono il triplo e hanno 10 anni meno di lui? Chi può cominciare da fantasista, passare all'ala, diventare seconda punta, poi ancora numero 10, poi falso nueve, poi centravanti vero, poi numero 12 impossibile da tenere in panchina (vero, Spalletti?), tutto in una vita? L'8 marzo scorso contro il Real Madrid, quando sembrava volessero spingerlo all'addio, Totti entra al 74', a sconfitta certa. Il Bernabeu esplode in un applauso non comandato. Un omaggio sincero, da appassionati. Di più: una standing ovation, da innamorati. Buon compleanno Totti, forse allora il tuo mondo non finisce a Roma.

di Claudio Brigliadori
@Piadinamilanese

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Commenti all'articolo

  • tizi04

    27 Settembre 2016 - 12:12

    250 gol in A,(moltissimi su calcio di rigore) un Mondiale vinto con l'Italia nel 2006 (grazie al fatto che non ha giocato le ultime partite), un Europeo con l'Under 21 dieci anni prima,(vedi sopra) 58 partite in azzurro e 9 gol (per essere un attaccante sono un po pochi) Come regista del centrocampo non esiste.Per 25 stagioni nessuno ha mai avanzato richieste di acquisto. Ci sara' un perche'!NO?

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  • alfa553

    27 Settembre 2016 - 11:11

    Adda schiatta,uno che ha rifiutato la maglia azzurra......adda schiatta 2 volte.

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  • begeca

    27 Settembre 2016 - 11:11

    schiavo super pagato non si deve lamentare

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