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Lettere al Direttore

Stiamo in guardia.

Non dimentichiamo quello che cantava Rita Pavone: “La storia ci ha insegnato che un popolo affamato fa la rivoluzion”. Pensare che il crollo dell’URSS abbia fatto crollare anche l’invidia di classe è illusorio. Finché il PIL cresceva e nei supermercati circolavano i clienti che riempivano i carrelli il fatto che ci fossero in giro giovani con la maglietta in cui troneggiava la faccia barbuta di Che Guevara o l’ANPI esaltasse le gloriose imprese di chi mettendo una bomba nel cassone dell’immondezza avesse ucciso tanti innocenti e si fosse così meritato una medaglia al valore poco male. Ma ora, in una fase di recessione, la gente è veramente incazzata. Non è ideologizzata ma è incazzata. Ancora ieri a Ballarò la Camusso ha ripetuto che i patrimoni alti devono essere decurtati. Non culliamoci troppo sugli allori sperando che siano gli altri e non noi a pagare: non si sa a quale livello per quella donna i patrimoni possano essere definiti alti. Che Renzi non faccia scempiaggini.

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