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Lettere al Direttore

Aveva ragione D'Azelio

Caro Direttore, sono trascorsi quasi 153 anni da quando fu proclamata la nascita del Regno d'Italia e quando penso a tale evento mi viene in mente l'espressione di Massimo D'Azelio: "Ora che abbiamo fatto l'Italia dobbiamo fare gli italiani". Aveva ragione, dopo 153 anni però tale obiettivo è ancora ben lontano.Quotidianamente assistiamo a fatti che ne evidenziano la fondatezza: il grande assente, a mio modesto avviso, è Il senso dello Stato e della Patria. Il Senso dello Stato è assente soprattutto nelle istituzioni ove tutto è assoggettato alla logica del partito, del clientelismo, della poltrona e, se conviene ,anche del detto"tanto peggio, tanto meglio". La politica ha dato e continua a dare squallido esempio, seguita a ruota, se non addirittura sorpassata, dalla magistratura. Enti centrali e periferici sono una fonte inesauribile del clientelismo e del magna magna. Parlare di malagiustizia,malasanità e di cattiva politica è diventato, per inconfutabili e deplorevoli eventi, una quotidianità. Abbiamo avuto politici che su giornali stranieri hanno messo alla berlina l'Italia, abbiamo avuto Presidenti di Camera che hanno attaccato con infamia il Capo del Governo, politici che si permettono di dire mascalzonate in TV, etc, etc. Che dire del pessimo esempio dato da un Capo di Stato che pronunciò il deplorevole "Non ci sto"? Che dire di Napolitano che a distanza di quasi 70 anni non ha ancora mai detto chiaramente che certe "mascalzonate" furono commesse anche dai partigiani comunisti e che interpreta la Costituzione alla "casareccia"? Sorvoliamo per questioni di stomaco, su i politici che viaggiano con la valigia piena di casacche dei vari partiti, così sempre pronti a seconsa della necessità. A questi personaggi superpagati e pieni zeppi di profit è venuto mai in mente che la carenza del Senso dello Stato che hanno i cittadini possa dipendere dal pessimo esempio che viene dall' alto, cioè da loro? Se a tutto questo ci aggiungiamo che forse siamo l'unico paese al mondo che a quasi 70 anni dalla fine della guerra divide i morti in buoni e cattivi significa che la moralità è una pura utopia, così è pura utopia credere che uno Stato civile possa trattare il caso NMarò come spudoratamente abbiamo fatto noi .Avere il Senso dello Stato significa avere il senso dei valori, di interessi e di idee che non sono quelli di una parte, come purtroppo accade oggi, bensì quelli dell'intera collettività. Qualcosa di positivo però lo abbiamo, siamo pieni di "le so tutte" loschi personaggi sempre in attesa che accada qualcosa per snocciolare la loro verità, anche se non corrispondente ai fatti, gli avvoltoi al loro confronto sono dei chirichetti. Siamo inoltre il paese ove nelle scuole elementari si fa politica, solo quella democraticamente corretta, e sempre, a proposito di moralità non possiamo dimenticare quelle manifestazioni ove dei bambini con dei cartelli in mano sfilavano accompagnati dalle madri. Cordialmente Leonardo Cecca

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