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Lettere al Direttore

Investitori stranieri in Italia

Gentile Direttore, Mi occupo da oltre 40 anni di turismo (www.intercontravel.com) con tutte le difficoltà che lei potrà immaginare. Ultimamente ci siamo focalizzati su mercati alternativi, per noi nuovi, per potere garantire continuità lavorativa alla mia società e posti di lavoro. Uno dei mercati emergenti che potrebbe garantire cospicui flussi turistici in Italia è la Cina. Purtroppo l’Italia frappone numerose difficoltà e lungaggini burocratiche per rilasciare ai cinesi i necessari visti turistici per venire nel nostro paese. Un altro degli aspetti da non sottovalutare, contrariamente a paesi come Grecia, Spagna e Portogallo, l’Italia non rilascia visti di residenza permanente a investitori cinesi che comprino proprietà immobiliari e che possano provare di potersi sostenere da propri redditi guadagnati altrove. In poche parole, l’Italia vanta il triste primato di avere politiche fiscali, burocrazia e sistemi normativi antiquati, per non dire anacronistici. In tal modo si perdono preziose opportunità di attirare investitori stranieri ricchi che potrebbero aiutare il paese a risollevarsi dalla crisi in cui ci troviamo. Le faccio un esempio pratico: 1. Grecia, Spagna e Portogallo (non a caso paesi della categoria PIGS) offrono a investitori stranieri (inclusi cinesi) la possibilità di ottenere immediatamente un visto di residenza permanente a fronte di un investimento nel settore immobiliare; 2. Gli stessi paesi di cui sopra (al pari di altri paesi dell’unione europea) non prevedono l’obbligo da parte dell’investitore estero di dimostrare un c.d. reddito da investimento pari a un minimo di Euro 31.000, escludendo redditi da lavoro autonomo o dipendente (come invece l’Italia obbliga a fare); 3. A differenza dei suddetti paesi, l’Italia offre un visto di residenza per soli 5 anni con l’opzione di potere richiedere un visto di residenza permanete. Purtroppo tale possibilità è quasi impossibile da ottenere (meno del 5% di successo) a meno che l’investitore estero nel frattempo non si sposi con un cittadino/a italiano/a; 4. Tutti gli stranieri possono rimanere solo 90 giorni in Italia anche se in possesso di un visto di residenza quinquennale. Dopo 90 giorni sono dunque obbligati ad uscire dall’Italia per poi farvi rientro (cosa che i suddetti altri paesi europei non richiedono). Comprenderà bene come tale norma sia totalmente stupida per non dire altro. Il risultato delle suddette assurdità italiche ed altre norme assimilabili di uguale stupidità fanno si che, nel caso di specie, gli investitori cinesi rivolgano le proprie attenzioni di investimento altrove. E l’Italia continua a perdere opportunità economiche rilevanti a scapito di altri paesi europei più avveduti. Sperando che lei possa far risaltare questo problema sul suo giornale nella giusta maniera, resto a sua disposizione per ogni necessario chiarimento o approfondimento in merito. Cordiali saluti, Vittorio Marsiglio

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Commenti all'articolo

  • bbonomelli

    28 Aprile 2014 - 16:04

    quindi la procedura è di competenza della prefettura o della questura? grazie

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