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Lettere al Direttore

I giovani, protagonisti di uno spazio supersonico, ma senza la tuta da cosmonauti

Sentirsi liberi di poter essere tutto e al tempo stesso avere la sensazione di restare immobili è la condizione di molti giovani d’oggi i quali vivono la propria esistenza senza una meta precisa. Poi vi sono gli emarginati figli di una società globale, poveri, senza lavoro, senza una fissa dimora e privi di una qualsiasi forma di dignità. Gente vera che purtroppo non ha fatto in tempo a fronteggiare le proprie difficoltà, responsabilità, défaillance di una vita complessa e che attualmente si trovano catapultati in un mondo veloce che li centrifuga stremandoli fino alla morte. Imprenditori falliti, inoccupati e disoccupati, cassintegrati, padri di famiglia che non hanno più la possibilità di riscattare il futuro dei propri figli e malati che non possono permettersi nemmeno le cure per sopravvivere. Una vita disattenta che non si arresta più e nella quale chi si ferma è perduto. Un circolo vizioso dal quale non si può prescindere anche quando si vorrebbe. Un campo magnetico che attira le proprie vittime inesorabilmente come se fossero degli scarti di metallo. Liberi di scegliere in un mondo dove è tutto da cambiare in cui gli ingranaggi più sincronizzati stentano a girare. In un mondo senza amore nessuno mai sarà veramente libero. Una società che ha smarrito il senso del rispetto per gli altri, per gli umili e per gli ultimi non si cambia. Attendere oltre non ha molto senso. Invece, svegliarsi dal torpore in cui si è precipitati significherebbe dare più valore al tempo che passa per sfruttarlo a proprio modo. Non c’è un solo istante da attendere, è giunto il momento di reagire per tornare liberi di sentirsi protagonisti di uno spazio supersonico. 27/02/2014 Alberto De Luca

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