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Lettere al Direttore

il caos scuola

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Salve, sono Sara Mangialardo, docente di scuola media scoraggiata dal succedersi di ministri che arrivano, aprono bocca senza studiare il caso e gli danno fiato, cambiando di continuo le regole in gioco senza mai effettivamente risolvere nulla. Non escludo nessun ministro da questa predica. Uno istituisce il TFA e l'altro lo snobba, uno dice scuola a 5 anni e l'altro vuole togliere un anno al liceo, per uno i finanziamenti alla scuola pubblica devono essere maggiori, per l'altro i finanziamenti alla scuola pubblica e a quella paritaria devono essere uguali, uno prevede concorsi per l'assunzione, l'altro la chiamata diretta (!). Insomma è il caos. Per dare modo anche a voi di apprezzare lo sconforto degli insegnanti della mia generazione: ti laurei e non c'è la SISS, aspetti anni e finalmente mettono su il percorso abilitante all'insegnamento chimato TFA, tu ci credi e studi tutta l'estate per entrare al concorso, lo passi, studi sacrificando un anno della tua vita e alla fine ottieni la tanto attesa abilitazione...e non ci fai nulla! non solo non permettono agli abilitati di cambiare graduatoria, ma li lasciano a casa perché non consentono nemmeno l'aggiornamento del punteggio della graduatoria in cui si è...ah, già dimenticavo di dire che già si sta scrivendo il secondo bando di TFA e nessuno sa ancora quanti punti in graduatoria porterà questa fantomatica abilitazione...insomma ad aprile (voci di corridoio, nulla di ufficiale nel caos-scuola) si riaprono le graduatorie e sarà possibile aggiornare il punteggio...ma che ci scriverò???? mah! comunque in tutto ciò vorrei fosse chiaro che nessuno sta muovendo un dito per questa scuola e ognuno che arriva complica la partita in gioco. A tal fine ho pensato al metodo di assunzione che più mi sembra soddisfare tutte le linee guida in materia. Ve lo inoltro...sperando che trovi spazio sul vostro giornale. grazie, Sara Mangialardo 1) Bisogna considerare quanti professori mancano effettivamente nelle nostre aule e inserire subito di ruolo altrettanti professori. Garantire un professore in pianta stabile ai ragazzi è fondamentale per la loro crescita. 2) In primis assumere gli aventi diritto per concorso a cattedre. 3) Smettere da ora in poi di fare graduatorie di persone da assumere che si accavallano le une alle altre ed utilizzare per le assunzioni il punteggio che ogni professore ha. I punti che ogni professore ha indicano la sua carriera, infatti gli unici modi per avere punteggio sono il servizio prestato e l’aggiornamento (dottorato, seconda laurea, master, perfezionamento, etc.). Quindi entrambi i modi per acquisire punteggio indicano i professori più idonei e aggiornati. 4) Sulla base di quanto detto al punto 2) tutti coloro che: a. sono nelle GaE, b. hanno una abilitazione presa a seguito di un concorso pubblico, c. sono risultati idonei a seguito di un concorso a cattedre, hanno gli stessi diritti di essere chiamati dalla scuola pubblica. Infatti tutti quanti i menzionati in precedenza hanno passato un concorso pubblico specifico sia esso atto a testare la loro preparazione come insegnanti (concorso a cattedre) o a seguito del quale gli insegnanti hanno ricevuto una formazione specifica (SISS e TFA ordinario). Quindi entrambe queste categorie sono idonee all’insegnamento e lo sono ora! Fare dunque una graduatoria per punteggio di questi insegnanti e assumere gli insegnanti necessari nel corso degli anni. Questi professori andranno inseriti in una graduatoria che consenta l’assunzione futura. Graduatoria di tipo provinciale (forse su 2 provincie, come era nel passato) aggiornabile ogni anno. Perché i professori si aggiornano sempre ed è giusto che chi lavora di più vada avanti più velocemente (meritocrazia!). Questo metodo di reclutamento eviterebbe quello che è accaduto in questi anni: l’assunzione a tempo indeterminato di insegnanti che erano nelle GaE ma che non insegnavano più da anni. Semplicemente ad un certo punto, essendo le GaE per alcune materie quasi esaurite, si è arrivato a pescare dal fondo delle graduatorie, permettendo che diventassero di ruolo persone con meno di 20 punti (ovvero persone che dopo l’abilitazione si sono dedicati ad altro nella vita), quando fuori dalle GaE c’è gente che di punti (ovvero di esperienza e di titoli) ne ha molti di più. 5) Abolire il vincolo ad una singola provincia per gli insegnanti non abilitati e che vengono utilizzati nel corso dell’anno per le supplenze. Questo per favorire chi abita fuori dalle grandi città e magari è al confine tra due provincie o regioni. 6) Dal meccanismo di reclutamento sono rimasti fuori i PAS. Questo perché queste persone sono state valutate solo per titoli e servizio e non hanno alle spalle un concorso,necessario per essere assunti nel pubblico. Come dice un mio amico: è come se dopo aver guidato per tre anni da autodidatta un pullman lo stato mi desse la patente per i pullman, assurdo! Inoltre il percorso abilitante attraverso il TFA ordinario non era precluso ai professori con più anni di insegnamento, anzi! Infine i professori con molti anni alle spalle di insegnamento avrebbero avuto modo di regolarizzare la loro posizione già nel passato, attraverso SISS e vecchi concorsi a cattedre. 7) Nuovi percorsi per insegnanti. Io direi che non serve istituire una laurea apposita per l’insegnamento nelle scuole secondarie. Propongo invece di prevedere degli esami appositi da poter scegliere nel percorso universitario. Chi nel suo percorso universitario fa questi esami potrà accedere alle supplenze nella scuola pubblica. Se in seguito vorrà diventare insegnanti dovranno seguire un percorso abilitante, caratterizzato soprattutto dal tirocinio e dallo studio delle materie ad indirizzo psico-pedagogico (ovviamente previo concorso per entrare nel percorso abilitante). Questo garantirà che anche i supplenti di III fascia siano un minimo preparati all’insegnamento e non dovrebbe comportare una spesa molto grande per le facoltà (costo ben più grande sarebbe istituire un altro corso di laurea apposito per l’insegnamento). Vorrei far notare che in questo modo non si esclude nessuno dalla carriera di docente, quindi non correremo il rischio in futuro di trovarci con troppi (o troppo pochi) professori rispetto alla domanda lavorativa. Inoltre l’ulteriore percorso abilitante premia la costanza, la determinazione e il merito dei professori che lo superano, portandoli alla possibilità di una cattedra. 8) Percorsi abilitanti per docenti che sono nelle graduatorie di III fascia ogni 3 o 4 anni, con posti calcolati su una previsione degli effettivi posti disponibili negli anni a seguire. MI SEMBRA UN DISCORSO CHIARO, CON REGOLE CHIARE, CHE NON PRESENTA GRANDI PROBLEMI ATTUATIVI E CHE NON DISCRIMINA NESSUNO. I PROFESSORI CHE GRAZIE ALLA SANATORIA DI QUEST’ANNO FREQUENTERANNO IL PAS PER PRENDERE L’ABILITAZIONE DOVRANNO SOSTENERE COMUNQUE UN QUALCHE ESAME PER ENTRARE NEL PUBBLICO, COME TUTTI GLI ALTRI. BASTA SANATORIE. REGOLE CHIARE PER TUTTI.

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