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Lettere al Direttore

ANCI, la lobby dei Comuni

Gentile Direttore, dopo il varo del decreto legge sugli locali non posso non intervenire nel dibattito. Finora la mia voce è stata un grido nel deserto sul ruolo della lobby dei comuni rappresentata dall’Anci. I sindaci, riuniti in Anci, parlano una sola voce: aumento delle entrate altrimenti l’impossibilità di erogare i servizi ai cittadini. Non mi dilungo su questo argomento perchè ne ha parlato, in maniera esaustiva, Bechis nell’articolo di oggi. L’Anci ha occupato il Governo: Renzi, da sindaco di Firenze a “Sindaco d’Italia”; Delrio ex sindaco ed ex presidente Anci; Reggi ex sindaco e presidente di una fondazione Anci; Rughetti, ex segretario generale e deus ex machina di Anci. Risultato: aumento delle tasse più altre norme che danno il libera tutti ai sindaci. Non capisco come sia possibile che il Presidente Berlusconi combatta contro l’aumento delle tasse e, dietro di lui, tanti autorevoli esponenti di FI e di altri partiti di centrodestra e poi in Anci ci sono i sindaci di questi partiti che si uniscono al coro di quelli di sinistra? Le faccio alcuni esempi: Cattaneo, vicepresidente vicario di Anci; Castelli presidente di IFEL (Ente che succhia soldi dai comuni obbligati per legge a versare un contributo dello 0,6 per mille sull’imponibile IMU); Napoli presidente di Ancitel e in passato presidente di IFEL e presidente FF di Anci. Hanno vinto i fautori delle tasse tant’è che Fassino, presidente Anci, ha cantato vittoria. Chi ci difenderà dal sindaco d’Italia? Se i sindaci di centrodestra non sono d’accordo si dimettano dagli incarichi ed escano dall’Anci. Dimostrino di non essersi venduti per un piatto di lenticchie. Che la mia voce non rimanga un grido nel deserto. Cordialmente Mario Jaselli

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