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Lettere al Direttore

la grande bruttezza

Esultiamo, l’Italia ha vinto un Oscar 15 anni dopo il capolavoro di Benigni! Invero non credo che l’Italia abbia vinto, visto che viene premiato un film volutamente grottesco (lo si vede dai trailer) incentrato sull’idea che Roma sia ormai una suburra di malcostume, decadenza e corruzione irreversibile, di cui il personaggio principale interpretato dal sempre sardonico Servillo è molto tagliato su Berlusconi ed i suoi vizi sempre rinfacciati a lui ed al popolo bue che ancora lo vota (tra cui non ci sono da più di dieci anni). Ci mancavano solo la pizza ed il mandolino ed il campionario dei luoghi comuni che da sempre ci appiccicano all’estero per offenderci c’è tutto. Su questo un manipolo di attori e cinematografari ha costruito le sue fortune. Buon per loro. Per me, italiano a cui non sta a cuore lo sberletto del mio Paese (nemmeno se accompagnato dall’Oscar), è un giorno triste e non trovo nulla da festeggiare. Ora la sinistra cachemire & champagne ce lo farà a fette nelle celebrazioni per lungo e lungo tempo. E mi raccomando: domani sera tutti davanti a Canale 5 a guardare il capolavoro e lodare i suoi autori e l’illuminata televisione privata che gli dà un’ampia eco (tanto pur di far cassa in questi tempi di magra anche questi altri sarebbero disposti a tutto, pur ad annusare il guano che gli buttano addosso). Io me ne starò a legger un buon libro. Viva Roma, viva l’Italia, abbasso Servillo e compagnia che non sanno far altro che decantarne gli aspetti deteriori. Troppo facile e redditizio: altrimenti come li finanziano il caviale e lo champagne?

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