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Lettere al Direttore

il sesso dei deputati

Il fatto che ad occuparsi di politica ci siano più uomini che donne è un fatto culturale, non perché manca una legge che regoli la materia. Del resto sono poche anche le donne che vanno allo stadio. In genere preferiscono fare shopping, mentre gli uomini lo odiano. Semplicemente uomini e donne hanno passioni diverse in tutti i campi, compreso quello della politica. Per cui stabilire per legge che, su cento posti disponibili, cinquanta debbono essere assegnati agli uomini e cinquanta alle donne, sarebbe come assegnare metà curva ai tifosi uomo (che starebbero strettini) e l’altra metà alle tifose donna (che dovrebbero essere portate lì a forza). Un assurdo. Se ci incamminiamo per questa strada non la finiremo più. Perché poi i vecchietti diranno che non è giusto che solo i giovani debbano essere rappresentati e che occorre un’ulteriore legge che disciplini l’età dei deputati. E che dire degli immigrati di colore? Non sarebbe giusto stabilire che almeno quattro deputati su cento siano neri? Naturalmente assicurandoci che essi comprendano un nero giovane, un nero anziano, una nera giovane ed una nera anziana. A me sembra che occuparsi del sesso dei deputati sia come parlare del sesso degli angeli: la classica cosa inutile, che, in un Paese disastrato come il nostro, non dovrebbe neppure essere sfiorata. A meno che le intenzioni siano altre e la questione del sesso sia solo un pretesto per far cadere il governo.

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