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Lettere al Direttore

Affitto Pagato a Renzi

Egregio Direttore, non ho letto su altri quotidiani la notizia dell’affitto pagato a Renzi, ma ho notato un susseguirsi di commenti che denigrano il suo giornale perché sarebbe intenzione, da parte di Libero, di compiere l’atto vandalico di infangare l’immagine del neo[non]- eletto Presidente del Consiglio. In questo Paese, purtroppo, non si comprende la libertà di stampa e della leale informazione, forma principale del pensiero liberale, su cui – tra l’altro – si fonda la casa editrice Mondadori, la quale per anni ha pubblicato il più celebre libro di Roberto Saviano, nonostante - per venti anni - un quotidiano abbia bersagliato il nostro Presidente di amicizie losche. La mancanza cultura liberale di diffondere fatti reali l’ha dimostrato – anche - l’ultimo annuncio dell’Annunziata, la quale ha dichiarato il pericolo di comportamenti censori da parte della neo[non]-eletta Ministro Boschi che lederebbe la libertà di espressione. Comprendo che molti italiani desiderano vedere finalmente le riforme attuate, sono anni, ma ricordo a molti che non fu per demerito del Presidente Berlusconi, ma merito di un accanimento infondato verso quest’uomo; la stessa sentenza che condurrà - a breve - iI Presidente Berlusconi ad “espiare” una colpa - che non c’è - con i servizi sociali, dimostrano a quale ipnotizzazione è stata soggetta una parte del popolo italiano bombardato dalle notizie di un quotidiano costruito su lobby conosciute. Giungo al punto di questo mio articolo, la questione non è riporre notizie che possano discreditare un uomo, ma è il merito del suo giornale che informa lealmente su reali eventi; la gente, quindi, deve iniziare a comprendere che l’Italia non sarebbe caduta nelle mani di un oppressore, come molti hanno lasciato intendere [il già citato esempio di Saviano ne è la conferma], ma è vero il contrario, il fenomeno del neo[non]-eletto PDC trovano il suo percorso in modalità non chiare, e l’articolo “dell’affitto pagato da un amico imprenditore”, nonché le infinite contraddizioni, sono motivi, non di disfattismo, ma di come nell’elettorato, come nella giustizia, si usa fare due pesi e due misure. Tuttavia, se un uomo come Saviano, indicato come il garante dell’onestà ha dimostrato ingratitudine al pensiero libero, penso che siamo lontani, ancora, da una reale svolta culturale in chiave di discernimento tra cosa significa libertà e apparenza di libertà. Un sentito e cordiale saluto, dr. e scrittore Lino Arenare

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