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Lettere al Direttore

Webecilli

Webecilli. Una volta l’imbecille era ritenuto tale solo dalla ristretta cerchia dei suoi conoscenti e, nel suo piccolo mondo, conduceva la sua vita soddisfatto di se stesso e sempre contento. Con l’avvento dei social network perde la sua solitudine e non è più caratterizzato dalle sue fattezze somatiche, ma, mettendo la sua imbecillità in rete con migliaia di suoi simili, diventa un popolo, un popolo di imbecilli ma sempre un popolo, in grado di incidere sul costume ed acquisendo anche una rilevanza sociopolitica. Adesso sono loro a chiamarci idioti, anche se “passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio”. Prima vivevano contenti e rilassati, ora sono frenetici e non si annoiano mai: si contemplano.

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