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Lettere al Direttore

stanchezza

Due anni fa guardandomi intorno e sentendo le disastrose notizie economiche, mi dicevo, povera gente fortuna che noi abbiamo un lavoro ns , un lavoro autonomo,oggi dopo due anni mi chiedo cosa è successo, come mai io quella del lavoro autonomo sogno un posto, un posto qualsiasi, invidio la commessa del supermercato, la barista, la donna delle pulizie. Ho cinquanta anni, non sono neanche bella, sono laureata ma non ho nessuna competenza specifica attestata, ho una buona proprietà di linguaggio, ma non parlo inglese, perciò sono tagliata fuori. Lo stato mi definisce ricca, perché ho delle proprietà immobiliari donatemi da mio padre, quindi avendo delle proprietà pago tutto in più, tasse universitarie , medicine ecc, oltre a pagare le tasse sulle proprietà. Alcune di queste proprietà sono in fitto, ma di questo fitto dopo aver pagato l’imu, la cedolare secca l’ufficio del registro, quello che mi resta è quasi nullo e se come avviene un mese si e l’altro pure succede qualcosa all’immobile, ristrutturazione, una caldaia che si rompe, un bagno che perde, ecc l’entrata dal nulla diventa negativa. Certamente voi mi direte venditele queste propietà, facile, non si vendono più beni immobili, ho due appartamenti gravati da mutuo, li volevo regalare, nel senso che cercavo qualcuno che si pagasse il mutuo e ne acquistasse la proprietà, ma essendo il prezzo degli appartamenti diminuito il mutuo residuo è oggi superiore al valore che viene dato a questi immobili, quindi chi li voleva acquistare pretendeva da me 20 o 30 mila euro. Gli altri beni sarò costretta a venderli a prezzi ridicoli, ma sarà necessario perché oggi non ho entrate e devo far mangiare i miei figli. L’immagine che mi si rappresenta è quella di chi per scaldarsi brucia i mobili di casa, così io per continuare ad andare avanti devo bruciare le mie proprietà. Sono stanca, ogni giorno che cerchi di rialzare la testa ti succede qualche cosa, oggi mi arriva una raccomandata devo pagare 173,00 € per aver presentato un decreto ingiuntivo contro una signora che non mi ha pagato un assegno di 1.500,00€, io devo pagare, dopo aver pagato l’avvocato ma la signora essendo nullatenente non mi paga l’assegno. Un altro giorno come una bomba trovi la raccomandata dell’agenzia dell’entrate che vuole sapere da te come fai a vivere se non hai reddito, vuoi sapere cara agenzia come faccio a vivere, non vivo più davvero non vivo più, non ho cassa integrazione, non ho disoccupazione, semplicemente non ho più lavoro, ho fatto il rappresentante di mobili da venti anni, ma oggi come posso combattere, la gente non compra, le aziende non vendendo mi licenziano e mi ritrovo così con una mano avanti e un’ altra dietro , come posso vendere io, se i grandi centri ti vendono una cucina compresa di elettrodomestici ed iva a 900,00 €, come posso vendere io se l’IKEA stabilisce con lo stato un importo forfettario di iva, e cosi tutta la grande distribuzione. Basta ho una stanchezza che mi schianta, Renzi dai 80 € di più in busta paga, io ne faccio a meno ti chiedo solo una busta paga. Francesca Pellegrino

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