Cerca

Lettere al Direttore

solo una possibilità...

14 marzo 2014 E quello che chiedo è solo di avere una possibilità… All’incirca 3648 ore fa la scena per la quale ho curato minuziosamente la regia per 5 anni si trasforma finalmente in realtà, il discorso che ho sempre voluto sentire prende forma: “la commissione ha approvato il suo esame di laurea con votazione di 110/110 in virtù dei poteri conferitemi dal magnifico rettore la proclamo dottore in economia aziendale”. Nemmeno 15 giorni dopo sostengo l’esame per il dottorato di ricerca in economia aziendale; lo passo ma senza BORSA... da secondo in graduatoria, dopo uno scritto con il voto più alto di tutti e un orale a porte chiuse la situazione si ribalta... MISTERO E ORA??? E ora dovrei stare calmo, aspettare che il tempo faccia il suo corso, ma purtroppo non è così, come si fa a stare tranquilli? chi ci ha addestrato per essere persone tranquille? Ho passato l’ultimo anno e mezzo della mia vita ad inviare curricula vitae, ho fatto colloqui ma alla fine niente, liquidato sempre con la solita mail: “apprezziamo le sue competenze ma abbiamo puntato su un profilo più giovane”; più giovane che significa? Io ho compiuto 26 anni da poco! che significa più giovane? Ma nessuna risposta, tutto tace, ed io come tanti non solo l’unico che si è laureato grazie ad una borsa di studio, che ha centellinato quel denaro nel migliore dei modi cercando di farlo durare all’infinito, ma prima o poi i soldi finiscono e alla fine ci si ritrova alla canna del gas. Io dopo cinque anni di devozione a Santissima Università, tagliato il cordone da questa non è che mi aspettavo un posto di lavoro a tempo indeterminato ma almeno una dannata opportunità per crescere e invece no, ormai sono all’incirca 152 giorni che mi danno l’anima perché non vedo nemmeno da lontano una via di salvezza e faccio fatica ad accettare il mio stato di disoccupato, perché la mia mente negli ultimi anni è sempre stata impegnata, una macchina in continuo movimento, sempre più veloce, sempre occupata ma ora non è più così. Perché? Perché io come tanti miei colleghi ci vediamo negata la possibilità di mostrare chi siamo veramente? Poi dicono che i cervelli fuggono e che bisogna fermare questo scempio, ma come dare torno a chi lo fa? Però fatto sta, che ci sono ancora tanti giovani italiani che credono nel futuro del paese, che non lo vogliono abbandonare perché pensano che prima o poi il marcio andrà via… poveri illusi? Forse… Ma se le nuove leve sono arrivate a questo punto è solo per un motivo: CHI CI FA LUCE? Chi ci da la possibilità di mostrare quanto valiamo, che tanto scemi non siamo e che l’Italia che vorrebbe passare per un paese meritocratico, invece poggia le sue solide basi sul nepotismo e la RACCOMANDAZIONE ma anche su un terzo pilastro facilmente sinteticabile nel seguente modo, ossia: • Sei il figlio di tizio? Lavori... • Papà ha lo studio avviato? Lavori... • La tua famiglia ha i soldi per avviarti una qualsiasi attività? Lavori... È brutto da pensare ma allo stato attuale la situazione in cui versa l’Italia è questa, non è più come un volta che laurea valeva qualcosa, che ti aiutava a costruire e sperare in un futuro migliore, ormai siamo tanti ma siamo solo tanti numeri, numeri fortunati e meno; ok in mezzo a questo oceano di numeri c’è anche chi ce la fa con le proprie forze ma questi rappresentano solo una minoranza, mentre chi non ha nessuno che lo possa aiutare minimamente incontra solo difficoltà ed è solo un pesce che nuota sempre più veloce per non essere mangiato dagli squali, ma questo non è giusto specialmente dopo che ti sei fatto il mazzo, hai studiato, ci hai messo tutte le tue forze, ti sei sempre pagato tutto senza gravare sulle spalle di nessuno, hai pregato quotidianamente il tuo Dio o qualche forza superiore a te con devozione che quel giorno sarebbe stato quello giusto, quello in cui l’accredito della borsa di studio sarebbe arrivato e che per qualche tempo ti avrebbe fatto dormire sogni tranquilli, dopo che hai studiato sulle fotocopie, quando avevi i soldi per farle, e per biblioteche quando non avevi i soldi per farle e in quel caso si che era un problema e l’unica soluzione che avevi era quella di svegliarti alle cinque per arrivare fuori alla biblioteca alle otto, in quanto solo una copia di quel libro era presente dentro a sette piani di università dando così vita alle “olimpiadi del libro”, si perché a te qual libro ti serviva per forza e senza quello te la prendevi in quel posto (e poi diglielo te al Professore, EMIRITA TESTA DI CAZZO, NON POSSO RISPONDERE A QUESTA DOMANDA perché IL TESTO CONSIGLIATO DA LEI NON POTEVO PERMETTERMELO TANTO MENO POTEVO FARMI LE FOTOCOPIE perché per studiare ci servono le forze e per avere le forze bisogna mangiare e anche io mangio, quindi…) e se qualcuno si era aggiudicato il podio prima di te, quello era un giorno in meno di studio sulla tabella di marcia che avevi programmato per finire il programma… dopo che per anni hai fatto il pendolare, perché ti ripetevi giorno dopo giorno il tuo unico credo, il tuo unico mantra, l’unica cosa per cui valeva veramente la candela farlo, ossia BRAVO SOFFRI CHE POI TI RITROVI QUALCOSA, quando il professore iniziava lezione alle otto e mezza di mattina perché lui abitava ad uno sputo dall’università e quindi che problema c’era, mentre te ti dovevi svegliare alle cinque, farti venti minuti di camminata, prendere un bus per arrivare alla stazione salire sul treno e MORIRE ... SISI morire perché almeno io personalmente negli ultimi anni ho più ore di sonno all’attivo sul treno che sul letto di camera mia, o quando mettevano lezione dalle sei alle otto di pomeriggio e l’’unica soluzione per tornare a casa era il treno delle 9 e arrivavi a casa alle 10.30 passate quando ti andava bene, d’inverno con il gelo e d’estate con il fuoco... io personalmente negli ultimi 5 anni ho passato 5474 ore della mia vita sul treno e poi che treno, la linea Nettuno Roma che non ha bisogno di alcuna descrizione per la fama di cui gode… E tutto questo per sentirti dire, quando vai a fare un colloquio: “DOTTORE, ma lei ha forza di volontà? Qui è una vitaccia... orari stremanti, entra alle otto di mattina ma non sa quando esce...” più forza di volontà di questa? Che cazzo vuoi che faccio? Cazzo sono pronto a soffrire, DATEMI QUESTA POSSIBILITÀ… Elia Palombi 3297361065 elia.palombi@gmil.com

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog