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Lettere al Direttore

Alcune riflessioni per il ministro Giannini

Gentile Direttore, come altre volte Le scrivo per parlare di problematiche serie che riguardano il mondo della scuola. In primis c'è il problema degli insegnanti che sono inidonei permanenti e che fra poco saranno equiparati ai bidelli, anche se preparati e con anni di servizio o costretti a andare in pensione per una politica miope e provinciale di taluni incompetenti. Vorrei dire che queste persone potrebbero essere bibliotecari presso gli istituti grandi o essere insegnati nei laboratori per le esercitazioni nelle loro materie, anche letterarie e linguistiche e Dio sa che sono fatti possibilissimi che migliorerebbero la qualità della nostra scuola che sta andando a ramengo sempre di più e peggio. La seconda è che per quale motivo quelli che sono di nuovo in grado di entrare nelle classi perché si sono curati, non devono rientrare nelle loro scuole di titolarità, spesso solo perché dei supplenti, appoggiati dai presidi, devono continuare per anni nella stessa scuola, mentre quelli titolari devono cambiare?Il terzo motivo, per quale motivo i titolari non devono fare i PAS per le materie per cui non hanno l'abilitazione, e essere scartati solo perché di ruolo come è capitato alla scrivente contrariamente alla legge che recita che i titolari possono fare i PAS per le materie di cui non hanno l'abilitazione? Il quarto motivo è: negli istituti i colleghi di materia osano entrare nella valutazione di un insegnante di ruolo e osano discutere il punteggio sacrosanto di titoli culturali, master intendo e corsi universitari, nonché l'esperienza didattica e pluriennale di insegnamento, solo perché temono di essere superati nella graduatoria interne e dopo tre anni scatenano la guerra per i dieci punti cui si hanno diritto, solo perché si ha il marito e le tizie in questione sono zitelle, ma a loro chi gliel'ha detto di fare il voto di castità, se pure l'hanno fatto? E se l'hanno fatto questo voto, di chi è la colpa di averla conservata per i posteri (la f...), intendo?Ed è forse giusto che i presidi danno anche ragione a queste persone e stufano l'anima a chi lavora sodo e di coscienza? E via di seguito. La lista dei reclami è lunghissima.Grazie per la cortese attenzione. Distintamente. Daliaviola.Mantova

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