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Lettere al Direttore

PER SALVAGUARDARE I NOSTRI DIRITTI NEI CONFRONTI DI UNO STATO ORMAI ONNIPOTENTE

Da quando c'è il pareggio di bilancio in Costituzione tutte le uscite devono essere compensate da entrate che naturalmente sono versate dai cittadini mediante tasse e imposte. Lo stato spende ogni anno complessivamente 800 miliardi di euro che puntualmente vengono versati dagli Italiani. Allora in tale inconfutabile quadro che ruolo hanno quei famosi "stimati" 160 miliardi di evasione fiscale? Va subito osservato che sono "inventati" al fine di attribuire ai cittadini Italiani la colpa dell’attuale disastrosa situazione, in quanto è impossibile quantificare l'evasione. Ma anche se corrispondessero a realtà farebbero parte degli 800 miliardi di bilancio, in quanto sono i contribuenti, attraverso maggiorazioni delle aliquote che già comprendono la possibile evasione, ad anticipare quanto altri non pagano. La conclusione è che quanto recuperato andrebbe immediatamente restituito a chi lo ha approntato. Ciò non avviene mai, perché lo stato si tiene sempre tutto quello che incamera tramite la lotta all'evasione, per destinarlo a ulteriori sprechi. La cosa più grave che in nome di questa aggiuntiva appropriazione si ledono diritti fondamentali che riguardano l'esercizio della libertà. Nessuno è più libero di spendere come vuole il suo denaro e deve rendere conto a moderni inquisitori di tutti i particolari della sua vita privata a partire dal 2009. E’ questo quello che pretende uno strumento, il redditometro retroattivo, medioevale nella filosofia e avveniristico nella tecnologia, che mira a spiare gli Italiani a partire dalle fondamenta della loro esistenza. A questo punto emerge una riflessione. Non ci sono limiti all'invasività dello stato? Può realmente fare carta straccia della vita della gente? Può appropriarsi impunemente dei suoi averi con patrimoniali su beni immobili e mobili? Può sorvegliare i conti correnti e prelevare quello che vuole quando vuole? Se così fosse dovremmo sempre vivere angosciati al pensiero di cosa stia tramando contro di noi un apparato statale senza confini nel violare i diritti della persona. C’è una soluzione possibile, LO STATUTO DEI DIRITTI DEL CITTADINO, che ponga precisi, invalicabili limiti a tutto quello che uno stato può compiere per condizionare negativamente la vita della gente. Spesso affermano i gestori del potere, quando mettono mano ad una legge, "dobbiamo tenere conto della normativa europea", ma è molto più importante avere come costante riferimento uno statuto dei diritti del cittadino finalizzato a porre argine ad un' azione statale onnipotente che travolge ormai ogni certezza.

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