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Lettere al Direttore

Con questa classe politica le riforme in Italia non si faranno mai.

Egregio Direttore, sono anni che si parla di riformare le istituzioni e l’apparato dello Stato. Ogni volta che ci si avvicina al momento di concludere, si torna a sbraitare da più parti, ciascuno con i propri “distinguo”, per bloccare ogni decisione. Anche adesso ho la sensazione che non si arriverà a concludere alcunché. La proposta di legge elettorale è stata già addolcita dal parlamento e alla fine non sarà più un “porcellum” ma qualcosa, forse, ancora peggiore . Da quello che ho letto sugli organi di stampa anche la riforma del Senato appare più un papocchio che una vera drastica riduzione degli apparati. Invece di cancellare il Senato , smantellando anche tutte le strutture amministrative ad esso connesse e riciclando i dipendenti , si pensa di rimaneggiare l’organo istituzionale inventando delle nuove attribuzioni per mantenere le “sedie” di funzionari e impiegati. C’è nella proposta qualcosa di insensato. I nuovi senatori dovrebbero essere costituiti da presidenti delle giunte regionali, da alcuni sindaci per ogni regione amministrativa e da altri. Mi chiedo come faranno questi operatori Istituzionali a presiedere le due strutture. Alla fine svolgeranno male tutte e due gli incarichi, creando solo danni . In questo paese occorre smettere di assegnare più incarichi alla stessa persona. Un lavoro, se fatto bene, riempie già abbondantemente le giornate di ogni sano e onesto operatore. Giovanni Ridinò

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