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Lettere al Direttore

guerriglia Roma: ora vi conto un fatto

gentile Direttore sui giornali di oggi è dato grande rilievo alla foto notizia della ragazza a terra con il piede di un poliziotto appoggiato su di lei. Sentite la mia storia. Pochi anni fa, allora trentenne e laureata in Legge, con mio fratello di poco più giovane laureando in Ingegneria, uscivamo da una chiesa di un noto paese alle porte di Milano. All’ improvviso vedevamo sopraggiungere al nostro indirizzo due uomini in abiti borghesi. Uno di questi ci spingeva improvvisamente e con violenza contro il muro della Chiesa, senza parlare. In quel mentre gli cadeva a terra una pistola. Spaventati, abbiamo pensato ad un’aggressione. Nel frattempo sopraggiungeva il secondo individuo ed insieme ci trascinavano all’interno della casa comunale! Abbiamo allora capito di essere di fronte alla polizia locale, allertata da una vaga segnalazione dell’anziano sacrestano. Questi, per sua ammissione, ci aveva scambiato per due ragazzini che, qualche tempo prima, forse avevano tentato di scassinare la cassettina delle elemosine. Urla, strepiti, arrivo dei Carabinieri a sirene spiegate (non sto esagerando!!!). I Militari, constatato l’errore madornale, se ne andavano nel giro di poco tempo, senza neppure prendere le nostre generalità. Lo stesso non faceva la polizia locale che, nonostante l’evidente errore, non solo non si scusava ma procedeva ad identificarci! Naturalmente abbiamo provveduto a denunciare il fatto alla Procura di Milano che, senza nemmeno ascoltarci, ha archiviato. Su nostro ricorso, il Gip ha riconosciuto la nostra innocenza accertando che il sacrestano ammetteva l’errore in cui era incorso. Però purtroppo ordinava l’archiviazione del procedimento e nulla si diceva del comportamento della polizia locale. Perché per il poliziotto della manifestazione si apre un’inchiesta mentre per noi c’è l’archiviazione? Del resto chi fa guerriglia urbana si espone ai rischi conseguenti, mentre noi che non avevamo fatto nulla siamo stati trattati così. Due pesi e due misure. Con viva cordialità 

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