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Lettere al Direttore

LAGO DI BRACCIANO

Al Sindaco di Anguillara Sabazia Pizzorno Francesco Al Sindaco di Bracciano Sala Giuliano Al Sindaco di Trevignano Romano Luciani Massimo Cari Sindaci, sono un cittadino nato e cresciuto sul territorio sabatino, sempre molto attento, vigile e propositivo verso problematiche sociali, ambientali e politiche, e Vi scrivo per porgere alla Vostra attenzione una circostanza che ormai si ripete frequentemente sul nostro territorio. Vorrei iniziare con una premessa, che troverete anche negli allegati, la quale cita l’Art.I , l’Art III e l’Art. IV della Costituzione italiana: • Art. I “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. • Art. III “Tutti i cittadini hanno parità sociale e sono eguale alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. • Art. IV “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano possibile effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Con la rievocazione di questi articoli della nostra bellissima Costituzione, ho voluto sottolineare degli aspetti che riguardano la mia vita sociale ed economica, come soggetto possessore di diritti e doveri, e la Vostra figura istituzionale, come garanti ed esecutori dei principi della Costituzione. Il problema che sussiste nel nostro territorio è la mancanza di dati oggettivi e certi volti alla tutela di un bene naturalistico, storico e turistico quale è il nostro bacino idrico, il Lago di Bracciano. Inutile ricordare l’importanza storica che ha ricoperto nei millenni il nostro Lago, ma tre piccoli accenni sono dovuti, perché è impossibile non vantarsi di un importantissimo sito archeologico come il “Villaggio neolitico”, o il sito termale di Vicarello ”Aquae Apolinnares” o l’acquedotto Traiano, poi acquedotto Paolo. Il nostro, è un territorio che gode di un immensa gratitudine, e sarebbe un vero peccato non tutelarlo in tutti i suoi aspetti, sia quelli estrinsechi che intrinsechi. Mi rivolgo a Voi come cittadino che non vuole più concedere a nessuno di snaturare un patrimonio che i nostri genitori ci hanno lasciato intatto, patrimonio che ha dato la possibilità di lavorare a intere generazioni, in tutti i settori della ricezione turistica e non solo. Basti pensare al numero che questo luogo riesce a concentrare nei mesi estivi, si parla di milioni di visitatori nei soli mesi di Giugno, Luglio e Agosto. Detto quanto sopra, veniamo al dunque in modo dettagliato. Sul nostro territorio si abbatte, ormai frequentemente, un flagello di natura climatica e antropica. E’ noto a tutti le variazione del livello delle acque del Lago di Bracciano subite in questi ultimi anni, conseguenza di inverni e primavere piovose o di estati estremamente siccitose. Ma peggio ancora, questa visibile variazione è conseguenza di un emungimento considerevole da parte dell’acquedotto Acea-ATO2. L’Ente preposto alla gestione dei bacini idrici della Regione Lazio è l’ARDIS, Agenzia regionale per la difesa del Suolo, come specificato dalla L.R. 11 Dicembre 1998 n°53, Capo V Art. 19. Al comma 2 del medesimo articolo, si specifica che “l’ARDIS svolge attività tecnico-operative connesse all’esercizio delle funzioni pubbliche relative alla realizzazione, gestione e manutenzione delle opere di difesa del suolo di competenza regionale”. Si noti anche che, nelle stessa Legge regionale, all’Art. 13, alle lettere B, D, E e G, si descrivono le attività di pianificazione e programmazione regionale degli interventi destinati a realizzare le finalità di cui all’art.1. Cito testualmente solo la lettera B: “la tutela, la sistemazione e la regolazione dei corpi idrici, anche ai fini della navigazione interna, nonché la difesa dei territori dalle inondazioni e dagli allagamenti”. Credo che tale articolo sia il motivo principale per il quale chiedo cortesemente alla Vostra figura istituzionale di interagire con detto Ente, con i mezzi di cui disponete e che crediate più opportuni, per la salvaguardia del nostro territorio. In località “La Marmotta”, nel Comune di Anguillara Sabazia, esiste una diga di contenimento delle acque, con ben quattro paratie manuali, che come detto sopra, possono essere gestite in maniera razionale dall’ARDIS e per garantire le finalità l’Art IV della Costituzione italiana. Negli allegati, troverete l’esempio di una gestione controllata del livello delle acque del Lago di Bolsena, su richiesta del Sindaco del Comune di Marta, che, come il nostro, negli anni ha subito brusche variazioni in seguito ad eventi metereologici avversi ed emungimenti illegali da parte della popolazione rivierasca. L’intervento ha previsto l’apertura di due paratie della diga posta sul fiume Marta, al fine di salvare infrastrutture stradali ed edifici nei pressi del lago, e garantire la fruibilità delle spiagge ai visitatori. Non posso non prevedere una critica e ferrea opposizione a tale richiesta da parte di una Multiutility, come scritto sul proprio sito Internet, quotata in borsa come l’Acea SPA. Sempre negli allegati, troverete l’atto depositato al Ministero dei Lavori Pubblici, in data 19 Giugno 1990, con relativa approvazione anche da parte del Ministero del Tesoro in data 18 Gennaio 1991, nel quale viene sottolineato che all’Acea SPA è concesso, “salvo diritto di terzi, di derivare moduli medi 11 (litri/secondo 1100 oppure 1.1 metri cubi/secondo) – con un valore massimo, in casi eccezionali, di moduli 50 (litri/secondo 5000 oppure 5 metri cubi/secondo), assicurandosi in tali casi, il mantenimento delle escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali -, per usi potabili”. Credo che abbia poco da obiettare di fronte ad un atto decretato da ben due Ministeri. Nota di plauso per il Sindaco di Bracciano e di Anguillara Sabazia in riferimento alla presa di posizione difronte alla proposta tariffaria 2012-2013 della STO di ATO-2 nell’ultima Conferenza dei Sindaci. Brevemente giudicherei l’approvazione delle tariffe come “oltre al danno, pure la beffa”. I Vostri cittadini, invece di essere esentati dal pagamento di un bene come l’acqua del Lago, che concedono a fronte di un canone annuo di sole 730€, si ritroveranno un rincaro doppio sulla bolletta ed un Lago che si gonfia e si sgonfia a piacimento di un azionariato composto al 51% da Roma Capitale, 18% dal mercato borsistico e un 16% da Caltagirone F.G., ed altri. Ribadisco “oltre il danno, anche la beffa”. Allego uno studio Enea, redatto da Fabio Musmeci e Angelo Correnti, che riporto elementi significativi e correlati da dati scientifici sul bilancio idrico del Lago di Bracciano e relativi emungimenti dell’Acea SPA. Se oltre alle eventuali critiche dell’Acea SPA, ci si dovesse imbattere in un’opposizione da parte della Provincia di Roma, L.R. 11 Dicembre 1998 n°53, Art. 34, o dell’Ardis, le quali potrebbero esplicitare pericolose conseguenze di deflusso delle acque nell’alveo del fiume Arrone a seguito dell’apertura delle suddette paratie, a tal proposito, riporto negli allegati alcuni articoli di giornali locali, i quali evidenziano che il percorso del suddetto fiume è stato interamente manutenuto in questi ultimi anni, compresa anche la messa in sicurezza e sistemazione ambientale con l’utilizzo di tecniche di ingegneria ambientale della foce dell’Arrone nei pressi di Fregene. Inoltro a questa lunga e prolissa lettera, alcune mie considerazioni di carattere economiche, sociale e ambientale. In primo luogo, Vi invito a rivolgere la Vostra attenzione alle difficoltà economiche che tutte le famiglie italiane stanno vivendo in questo lungo periodo di crisi economica internazionale. Il turismo muove un fatturato enorme, ma solo laddove le condizioni dei servizi e la ricettività lo rendano possibile cresce esponenzialmente di anno in anno. Vengo a conoscenza da poco che è stato creato un bando per la ricerca di due consulenti per il turismo, a titolo gratuito, per lo sviluppo turistico del nostro territorio. Ben fatto e complimenti a questa lodevole e necessaria iniziativa. Spero che il loro lavoro sia utilizzabile e finalizzato al mantenimento del trand attuale di turisti presenti sul nostro territorio, poiché non trovo nulla, o quasi, di turistico al di fuori dei servizi balneari che i privati offrono sul territorio e che garantiscono quell’enorme numero di visitatori annui o stagionali. Esistono famiglie che vengono sfamate solo dai modesti introiti di queste attività, oppure imprese composte da giovani ragazzi, impavidi nel costruirsi delle basi per il futuro. Anche qui, inutile ricordare il tasso di disoccupazione giovanile in Italia ormai al 40%.. In più, effetto conseguenziale alla presenza di milioni di turisti attratti dai servizi balneari è il contributo che producono queste ultime ad amplificare le entrate anche delle altre attività. Senza spiagge non è garantita la finalità dell’Art. I della Costituzione. Senza spiagge non è garantita la fruibilità del territorio che Voi siete stati incaricati di amministrare. E’ ora che le Amministrazioni comunali rivierasche riconoscano il beneficio dell’imprese balneari sulle nostre sponde, che con il loro impegno mettono a disposizione i propri mezzi e sforzi per garantire sicurezza ai visitatori nelle nostre acque, senza ricordare che la Regione Lazio ha tagliato dei fondi destinati al corpo della Protezione Civile denominato” Dnem-Lago sicuro”. Oppure il contributo che porgono le attività balneari alle Amministrazioni comunali, dietro ovvio compenso, al mantenimento della pulizia delle spiagge limitrofe le attività e decoro urbano e ambientale del territorio, altrimenti luoghi alla stregua delle orde barbariche di non pochi visitatori con scarso senso civico. Vi lascio immaginare, nel peggior dei casi con assenza di attività balneari, le denunce di liberi cittadini per eventuale mancanza di assistenza ai bagnanti da parte degli Enti pubblici o per l’accumularsi di rifiuti di ogni genere sulle nostre sponde all’indomani delle domeniche estive.. Senza spiagge non è garantita la finalità dell’Art. IX della Costituzione italiana. Senza spiagge non è garantita la fruibilità del territorio che Voi siete stati incaricati di amministrare. In ultimo, e non di minor importanza, c’è la questione ambientale che mi sta molto a cuore, essendo stato uno studente di Scienze forestali e ambientali, con indirizzo Gestione Aree Protette. Nei prossimi giorni verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale uno degli strumenti urbanistici, e non solo, più importanti e vitali del nostro territorio: il Piano del Parco. Che dire, siamo stati fortunati, visto che altri Parchi regionali, alcuni istituiti da più trent’anni, ancora non ne possono godere. Quindi aspettiamo e vediamo le qualifiche e l’efficacia di tale Piano. Mi permetto di dire con certezza che nessun Piano del Parco sul territorio nazionale sfavorisca lo sviluppo turistico della risorsa ambientale in questione, anzi ne amplifica e ne rafforza le potenzialità. Pertanto, non vedo come possa essere ostacolata una richiesta formalmente qui posta di una eventuale apertura delle paratie nel caso di acqua alta od una eventuale diminuzione di emungimento, nel caso di acqua bassa nelle estati più siccitose. Sottolineo che l’intero ecosistema Lago di Bracciano, è un ecosistema perturbato da un opera umana, quale è la diga in località “La Marmotta”, che produce come effetto negativo e conseguenziale un disturbo all’ecosistema fiume Arrone, il quale ,da anni ,non ha più il suo regolare-naturale flusso delle acque. Per buona pace degli pseudoambientalisti che pensano che un livello alto delle acque sia un beneficio per il Lago di Bracciano. Pongo come sola ed univoca realtà naturale delle cose che lo zero idrometrico lo può porre solo il fiume Arrone in assenza di una diga. Oggi esiste solo una misura falsata da un manufatto umano. Aggiungerei come nota da prendere in considerazione per Voi Amministratori e per i contribuenti, cosa comporterebbe l’acqua alta sulla rete infrastrutturale circa il Lago, ed i disagi sociali ed economici che comporterebbe per chi non dovesse raggiungere Bracciano per motivi di lavoro o per raggiungere l’Ospedale Padre Pio, partendo da Trevignano Romano. Poiché, nei giorni di forte Scirocco o Libeccio, la strada, nei pressi Vicarello, è pressoché alla stessa altitudine del Lago e ciò comporterebbe disagi stradali per i nostri concittadini e turisti, e dei svantaggi economici per i Comuni visto che il rifacimento del manto stradale è totalmente a carico delle amministrazioni, anche dopo un cedimento strutturale causato da bene di proprietà regionale, quale è il Lago, L.R. 11 Dicembre 1998, n°53, Art.6, comma 2. Ci sarebbero ancora molte questioni da aggiungere a questa esternazione, ma mi rendo conto che sarebbe più efficace un compartecipazione tra le parti, Cittadino-Amministrazioni, e non una lettera di quattro fogli, alla risoluzione delle problematiche del nostro territorio. Penso umilmente di aver dato il mio contributo come cittadino, fornendoVi spunti di riflessione e materiale utile volto a garantire la fruibilità e la tutela del territorio che Voi siete stati incaricati di amministrare. Cordiali saluti. ENRICO VITTORINI Lettera condivisa e sottoscritta da: DI CARLO VALENTINO MAJANI CLAUDIO MAJANI EMIL TOMASETTI MARCO WOLFE ANDREW BIANCHINI MASSIMO LUCIDI GIANNI GIULIANI FRANCO MARCOLINI MICHELLE MONDINI MASSIMO FRANCO CARLO

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