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Lettere al Direttore

I lebbrosi

Caro Direttore Esiste una enorme fascia di elettori che stranamente nessun partito di centrodestra vuole fra il proprio elettorato e che per ora rinunciano al voto. Mi riferisco ai piccoli imprenditori che hanno dovuto chiudere perché vessati dal fisco. Quelli che, come dice lei, hanno avuto la sventura di incappare in un controllo fiscale o hanno ricevuto un accertamento induttivo sulla base degli studi settore o dello spesometro. Contestare un accertamento è quasi impossibile, in quanto l’onere della prova è a carico del contribuente, il quale può mettere a disposizione i soli registri contabili ed in ogni caso riceve automaticamente la cartella di pagamento. L’impugnazione delle cartelle non è facile. Per prima cosa si deve pagare il professionista che redige il ricorso, poi bisogna versare una quota notevole come garanzia, cosa che risulta impossibile per un piccolo imprenditore alle prese con le difficoltà negli incassi e con le banche pronte a chiudere i fidi. Basterebbe la promessa di ristabilire la parità con i cittadini, invertendo l’onere della prova. Se il fisco pensa che un contribuente ha evaso deve provarlo e non il contrario. Invece così come è attualmente strutturato, per la stragrande maggioranza dei piccoli imprenditori non resta altro che la chiusura e l’inizio di una nuova avventura da disoccupati.

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