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Lettere al Direttore

I soliti inviti di persone culturali di sinistra a Ballarò

Egregio Direttore Belpietro, Ieri sera, durante la trasmissione di Ballarò, ho nuovamente assistito all’ennesimo invito di una professoressa di – evidentemente – taglio comunista, parlo della Dott.ssa Loy, la quale non solo ha – come le precedenti voci della cultura invitate alla trasmissione poco prima indicata - una visione distorta dei 20 anni di Berlusconi, ma ha regalato un commento paragonando la visione di tolleranza del Vaticano nei confronti di persone di ogni razza e la nostra chiusura a questo tipo di dinamica. Sono Liberale, e quindi lungi dall’attribuirmi visioni xenofobe, e sono cristiano liberale, ma il paragone non regge e indico le motivazioni. Il cattolicesimo ha una dimensione – come lo stesso termine Cattolico indica - universale, coloro che ne fanno parte non rifiutano le regole del cristianesimo, ma le assorbono, senz’altro leggermente moderate dal temperamento culturale della propria provenienza nazionale, ma la loro anima diventa cristiana. Coloro che ne fanno parte non rompono il meccanismo economico dello Stato Vaticano, ognuno è retribuito in base alle su funzioni [prete, vescovo etc], non c’è quindi una guerra dei poveri, ma un riconoscimento – almeno di base senza invidia – delle competenze intellettuali e soprattutto – almeno sempre come criterio generale – delle virtù – aristotelicamente parlando – etiche. Vige nel mondo cattolico un criterio di assorbimento che non cede il passo allo sfruttamento del diverso, per rompere gli schemi di dignità economica, quindi non sussiste un mercato mafioso o di cooperative rosse verso cui facilmente gli immigrati si indirizzano, accrescendo il sistema criminale [si pensi anche alle prostitute delle donne dell’Est]. Nel cattolicesimo per essere ordinato è necessario imparare il latino e l’italiano, potrei continuare all’infinito con le motivazioni, ma fermo la mia “penna”. Vorrei che una volta quella trasmissione invitasse persone culturali di taglio liberale o di centro liberale, magari anche senza riconoscimenti acquisiti dalla società, ma che sappia interpretare non solo la storia in modo oggettivo [riferimento a Berlusconi, e magari anche al fascismo], ma anche le dinamiche diverse tra il mondo temporale e spirituale, le quali devono camminare insieme, ma con i dovuti distinguo. Un sincero e caro saluto Lo scrittore dichiaratamente liberale Lino Arenare

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