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Lettere al Direttore

IL DIO NUMERO

IL DIO NUMERO Ha fatto scalpore in questi giorni, la denuncia di un Maresciallo della Guardia di Finanza il quale ha dichiarato, tra l'altro:" Dietro alle nostre verifiche ci sono enormi interessi economici. Dobbiamo raggiungere i target prefissati. Solo così si legittimano gli stipendi dei nostri generali, che sono decine.... Formazione assente, risorse all'osso. Ossessione numeri (Libero 27.04) E ha aggiunto "Nel nostro lavoro ci sono forzature evidenti, a volte imbarazzanti. Per la finanza quello che conta è il dio numero!". Posso immaginare il lungo travaglio interiore, la sofferenza di chi - come il coraggioso (ma forse semplicemente onesto maresciallo) - per il quale un lavoro sicuramente scelto con passione e con convinzione ha finito col diventare "un tran-tran asfissiante capace di condurlo al rigetto" , ha dovuto rischiare in prima persona vita e carriera vuotando il sacco. Agghiacciante - questa la definizione del quotidiano che ha pubblicato integralmente la denuncia - il quadro che ne vien fuori. Agghiacciante e allarmante è pure constatare che l'ossessione dei numeri sia diventato oggi un vero e proprio MUST nella sub-cultura che antepone al primato della qualità quello della quantità. Al “dio” numero - vanto del secolo d'oro della matematica nella Grecia antica, di studiosi del calibro di Talete, Pitagora, Euclide e Archimede - sono oggi asserviti campi e settori della società dove dovrebbe essere piuttosto la qualità a fare la differenza. Servizi pubblici, Strutture socio-sanitarie, Università e scuole hanno preferito l'opzione "numero" lasciando esterrefatti e vinti i comuni cittadini che con tali settori ci troviamo giocoforza a confrontarci. Vinti, sì, perché è con un triste senso di impotenza che ci si sveglia ogni mattina tutti noi, numeri in quanto utenti, pazienti, studenti, impiegati pubblici, docenti. Rassegnati e confusi. La matematica non è un'opinione, ce lo hanno ripetuto fino allo sfinimento sui banchi di scuola. E tuttavia oggi viene utilizzata per intorbidare le acque, confondere. Non i generali, no. Né i capi, i manager e i Dirigenti che dei numeri hanno fatto la loro ossessione. Ma tutti gli altri. Quelli come i miei studenti che si sentono protetti e tutelati da chi fa loro credere – al grido di Don Milani - che tutti ma proprio tutti sono ben accetti "in questa scuola" dove in realtà la componente merito - creata per premiare gli allievi più brillanti - passa in secondo piano rispetto alla possibilità di ottenere maggiori finanziamenti dalla Regione in proporzione all'incremento delle iscrizioni. Espressioni del tipo "abbiano già perso due classi, quanti ne vogliamo bocciare ancora?" o "i numeri, i numeri, a noi interessano i numeri" sono all'ordine del giorno in ogni riunione collegiale. Si rivolterà nella tomba don Milani! Ma loro, i ragazzi - anzi, i numeri, questo non lo sanno! Così la vecchia "bestia nera", la matematica li "uccide" due volte. Siamo pessimi pedagoghi. Pitagora confermerebbe! Rosanna Sabella (la prof che ha denunciato a Sondrio un alunno che l’ha insultata)

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