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Lettere al Direttore

Forze dell'Ordine

Mi riferisco alla sconcertante lettera firmata da Francesca Ribeiro, pubblicata sulla rubrica il 6 maggio, secondo la quale sembra che il “meleto” nazionale infestato, sia quello delle Forze dell’Ordine. Evidentemente la signora vive lontano dalla quotidianità dei comuni cittadini, che ad agenti e carabinieri rivolgono le loro richieste di aiuto immediate, od istanze di ogni genere, anche esulanti dalle sfere di competenza, specie quando ogni altra struttura pubblica è chiusa per orari o festività. Sappia la signora che ogni giorno persone delle fasce più deboli vengono accolte confortate e magari sfamate anche nella più sperduta stazione dei carabinieri, in attesa di essere affidate ai servizi di assistenza sociale pubblici o privati. Sappia altresì che per le Forze dell’Ordine, lo stato di quiete è quello ideale. Non provocano, vengono provocate. Intervengono quando sono chiamate perché i cittadini si trovano di fronte al pericolo o ad eventi anomali, non altrimenti controllabili, costituiti da persone in preda alla criminalità di strada, alla follia, alla tossicodipendenza, all’ubriachezza ecc.. Soggetti che nella gran parte dei casi si oppongono anche al più semplice e bonario degli interventi, usando violenza verbale e fisica, che gli operatori hanno il DOVERE sancito da leggi e regolamenti dello Stato, di respingere, dandone immediata contezza all’autorità giudiziaria. Sappia che gli operatori di ogni grado, oltre alla legge penale come tutti i cittadini, sono soggetti ad un rigido “Regolamento di disciplina”, le cui sanzioni, diversamente da altre Istituzioni anche meglio retribuite, incidono negativamente sulla progressione della carriera. Circa il consiglio rivolto “…a coloro che assumono i giovani aspiranti carabinieri e poliziotti e agenti di custodia, di non fidarsi neppure dell’apparenza.” , sappia che dette “assunzioni” vengono effettuate in perfetta osservanza di Leggi e Regolamenti dello Stato, che prevedono, per le ragazze e i ragazzi aspiranti formati dalle mamme e dalle scuole italiane, concorsi pubblici, caratterizzati da test psicoattitudinali, prove di esame orali e scritte, prima di essere ammessi ai corsi di qualificazione pluriennali con esami e graduatorie finali, secondo categorie e gradi. Esclusa ogni facoltà d’intervento da parte dei rispettivi vertici. Gianfranco Corsini(e-mail)

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Commenti all'articolo

  • thorglobal

    10 Maggio 2014 - 17:05

    Concordo.Ma vorrei rinfrescare la memoria a questo signor Corsini che ,nella massa,purtroppo capita che ci siano delle mele marce.O perchè non fanno il proprio dovere,oppure,come talune volte è successo,abusano del potere che questo stato così detto democratico ha delegato.Il minimo, secondo la mia opinione,c'è il licenziamento.

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