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Lettere al Direttore

I Marò

Ho appena inviato al Presidente Renzi questa lettera: Presidente, da documenti, dichiarazioni e testimonianze, sembra certo che i pescatori furono uccisi durante uno scontro fra una nave greca e due barche di pirati, proprio all'ora che l'esame autoptico fissa per la morte dei due. Poiché in realtà la barca pirata era una sola, è chiaro che i pescatori si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, quando i nostri marò erano lontani da lì. Allora, si potrebbe chiedere alla Grecia di assumersi ufficialmente la responsabilità dell'accaduto; ai loro militari non accadrebbe niente, perché certamente i Greci non li rimanderebbero in India, però i nostri ragazzi sarebbero scagionati e a questo punto gli Indiani sarebbero costretti a rilasciarli. Altrimenti bisogna esigere il rimpatrio immediato in attesa dell'arbitrato internazionale; credo che Lei si renda perfettamente conto che se i nostri Marò verranno portati nel Kerala, per loro sarà la fine: là c'è la pena di morte, e gli abitanti della regione non cercano giustizia, ma solo vendetta. Oltre a tutto non facendo parte della Confederazione indiana, e non avendo firmato nessun trattato internazionale, l'arbitrato sarebbe escluso. Lascerà che due militari, in servizio effettivo, mandati da noi a difendere le navi dai pirati, per di più innocenti, debbano subire una tragedia del genere? Ora basta, si deve agire, anche, se non si può fare altrimenti, ordinando ai militari di andarli a prendere (come, a questo punto, avrebbe già fatto qualunque altra Nazione). Lei proclama che lo Stato c'è, il Governo c'è, e aallora lo dimostri. Cordiali saluti Simonetta Scotto

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