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Lettere al Direttore

GRILLO, ADSON DA MELK

Esimio Direttore, ho letto l’articolo relativo all’interesse dimostrato da Grillo per un libro di Falco Accame, e devo riconoscere che il titolo dell’articolo sia un po’ fuorviante. Indubbiamente l’uso del termine “fascista”, riferito a Grillo, mi ha incuriosito e mi ha spinto alla lettura, ma di fascista ho trovato ben poco. Ero pronto a coprire di contumelie il leader di Cinquestelle, ma l’interpretazione dello scritto mi ha indotto a ben diverse considerazioni. Ho avuto l’impressione che Grillo, estensore dell’articolo, si ponesse umilmente in una posizione di apprendimento critico nei confronti dell’autore del libro. La sua non è una adesione ideologica ad una idea politica, bensì una disposizione ad un apprendimento culturale che gli fa onore. Egli supera la barriera ideologica e si arricchisce di un’idea, a suo parere buona, per arricchire la sua visione politica, implementandola con ulteriori contributi. Questa sua apertura, pertanto, non va criticata, perché ritengo che rendere funzionale al proprio pensiero politico anche i contributi derivanti da altre culture, possa considerarsi un ottimo esercizio democratico. Per concludere, in questo caso, Grillo ha dimostrato di non soffrire di quel settarismo intellettuale di cui soffrono molti nostri politici e con umiltà si è posto come un discepolo di fronte al maestro a guisa di novello Adson da Melk de Il Nome della Rosa, che si nutre della conoscenza con ingenua curiosità. Antonio Mirabile

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