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Lettere al Direttore

Patetico saluto d'addio.

Non è stato tempo perso recarsi al Palazzo dei Congressi all'EUR il giorno 22 maggio a sentire il comizio dell'ex Cavaliere Berlusconi. Previsto alle ore 18, il desiderato ed osannato Silvio ha fatto l'entrée alle 19,30, ufficialmente per aver trovato traffico, ma io suppongo per creare un clima di suspanse. Sbandieramenti ed osanna da parte del folto pubblico che non pareva, almeno per la maggior parte, costituito da facoltosi imprenditori ed è una riprova l'entusiasmo che ha suscitato la promessa, nel caso di ritorno al governo, di elevare il salario minimo a mille euro, non trascurando nemmeno le casalinghe che hanno una vita lavorativa non più breve e non più comoda. Il declino, di cui si sono visti i segni quando, superate le ore 20,30, molti iniziavano a sfollare alla spicciolata malgrado l'oratore non si decidesse ad interrompere la sua concione rischiando di arrivar tardi al suo domicilio coatto a Milano, da un lato poteva generare un senso di patetica pena, ma prevaleva la convinzione che l'uomo passerà alla storia. Bene hanno fatto Carlo Cornaglia ed Elio Laganà a celebrarlo con il poema cavalleresco "Berlusconeide", libro di 529 pagine che potrà far invidia a tanti (alzi la mano chi non appartiene a una siffatta schiera), di cui si potrà dire: "Nacque, visse, morì".

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