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Lettere al Direttore

L’ equivoco delle riforme

La soddisfazione di chi pensa che sia cominciata l’ era delle riforme ,non riflette sul diverso significato da attribuire a questa stagione. Chi pensa che miracolosamente la riforma del Senato, delle Province, della flessibilità in entrata e della legge elettorale , quando saranno operative, daranno una forte spinta alla crescita ( non solo PIL ma anche diminuzione del gap infrastrutturale) e al lavoro ( giovanile e non), non si ferma a riflettere sulla diversa urgenza delle varie riforme, in relazione all’ obiettivo, e perdere tempo in Parlamento su temi importanti, ma non urgenti, allontana la prospettiva del cambiamento. Quasi sempre, non esiste neanche il titolo ( e meno che mai il contenuto) delle riforme che si renderebbero necessarie per scrollare la polvere dall’ apparato statale che è incapace di riformarsi da solo, e finalizzate a crescita e lavoro. In particolare non si sente parlare di : • riforma della scuola . Viene contrabbandata come riforma della scuola la assegnazione di maggiori risorse e di maggior stabilità e maggior remunerazione di insegnati e personale di supporto. Nessuno che pensi di reistituire corsi di avviamento ai lavori che oggi vengono svolti da immigrati in situazione precaria (con la sola lodevole eccezione dell’ istituto alberghiero). Neanche la educazione ai lavori infermieristici , viene proposta ai più giovani, che , se interessati, devono prima laurearsi in medicina. Il tutto in nome di una presunta parità di diritti, che obbliga tutti a diventare laureati e rimanere disoccupati a carico di genitori e collettività. • Riforma per legge della Pubblica Amministrazione. Viene affidato il compito ad un apposito Ministero , guidato da persona ,forse non la più esperta , che si deve affidare ( senz’ altro durante la sua gravidanza) ad un ufficio semplificazione che, a giudicare dal sito web che mantiene online, ha fatto qualcosa più di tre/quattro anni fa (anni 2008 e 2009) e l’ unico atto successivo citato , ossia il DL n.5 del 2012, non elenca, nel sito, neanche le semplificazioni introdotte (pregevole atto, forse l’unico, del governo Monti, che, pur mancando di coraggio dimostrato invece in altre cosiddette riforme, ha introdotto dall’ esterno una serie di semplificazioni amministrreative ). Si gradirebbe sapere cosa altro abbia fatto nel frattempo questo ufficio e perché non segue la analisi, pur parziale perché limitata ai costi, fatta dall’ equipe di Cottarelli. Sarà forse eretico pensare che si debbano eliminare le competenze sovrapposte ad esempio degli organi di Polizia ( Carabinieri, Guardia di Finanza,Guardia Forestale,Polizia Penitenziaria,Polizia Stradale). Sarà forse eretico pensare che esistano tanti enti diversi per la concessione di autorizzazioni ambientali tanto che si è dovuto istituire la cosiddetta Conferenza dei Servizi per cercare di canalizzare i diversi interventi. • Riforma del sistema di salute pubblica, imponendo agli istituti pubblici l’ utilizzo di strutture private, a prezzi calmierati,qualora i tempi di intervento siano eccessivi. • Riforma del Ministero delle Infrastrutture, separando nettamente la realizzazione delle infrastrutture, dalla loro gestione, e cosiì evitando che il Ministero, invece di pubblicizzare un nuovo investimento paragonabile alla Autostrada del Sole, divulghi come evento eccezionale l’ introduzione di sconti sulle tariffe di pedaggio autostradali. A valle di tale separazione , è necessario anche che esistano dipartimenti separati per i ari settori di investimento, per evitare che alcuni investimenti vengano sempre posposti perdurante la scarsezza di risorse. • Riforma del sistema dei Centri per l’ Impiego. A fronte di un impegno formale dell’ ex Premier Letta, nessuno sa cosa è accaduto né sa dove siano stati stanziati i famosi Miliardi ottenuti per favorire l’ occupazione giovanile.

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