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Lettere al Direttore

SCANDALO DELLA PROCURA VERONESE NEL PROCESSO ALL'EX VICESINDACO

Spettabile Redazione, Egregio Direttore, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione quanto sta accadendo a Verona in ordine al processo penale che il 27 giugno p.v. vedrà coinvolto l’ex vicesinadaco (Vito Giacino) e la di lui moglie (Alessandra Lodi) per una presunta corruzione e concussione (secondo quanto dichiarato da un teste – già pregiudicato – rispetto ad altri cinquanta che hanno disconosciuto i fatti). L’indagato (le indagini sono da poco terminate) in data 17 febbraio 2014 ha subito la misura cautelare della detenzione in carcere per pericolo di inquinamento probatorio e reiterazione del reato (peccato si fosse dimesso mesi prima dell’arresto, “segregandosi” in casa). Tralasciando il merito della vicenda (comunque scandalosa) vorrei sottoporre alla Vostra attenzione quanto scoperto dall’avv. Filippo Vicentini, legale dell’ex vicesindaco. Terminate le indagini preliminari alla fine dell’aprile scorso l’avv. Vicentini, richieste le copie degli atti relativi ed in particolare delle trascrizioni delle intercettazioni, ha, con disappunto, accertato di essere stato intercettato nell’espletamento della sua attività defensionale e che le relative trascrizioni erano state depositate nel fascicolo della Procura! Ancor più grave, poi, è stato l’aver scoperto che l’attività d’indagine era stata affidata a membri della Polizia Giudiziaria privi di terzietà ed obiettività, che si sono finanche permessi di esternare un forte sentimento di astio nei confronti degli indagati e dei loro parenti sino ad esprimersi con frasi del tipo : Vito Giacino? «È un gran maleducato», che dice «le solite minchiate». E poi «è un bugiardo», ma anche «un bugiardello», nonché «un falso». Sulla moglie dello stesso, ex vicesindaco di Verona, signora Alessandra Lodi, gli epiteti spaziano da: «è la solita cafona» a «str...», da «bugiarda, bugiarda»! a «è troppo fastidiosa, l'avvocata»! Ancor più insolenti sono gli epiteti rivolti alla Lodi mentre s'intrattiene al telefono con la madre, laddove le due donne diventano «due streghe psicopatiche», due «str....», «due deficienti».“ I termini usati, carichi di tensione, fanno emergere chiaramente un clima di risentimento ed astio nei confronti degli indagati che si è, per conseguenza, riflesso sul modo in cui l’indagine è stata condotta! Vanno, pertanto, avanzati forti dubbi sulla bontà ed oggettività della raccolta del materiale probatorio da parte degli inquirenti tenuti per legge all’individuazione anche degli elementi a favore della parte indagata. Sorge così un forte sospetto sul fatto che l’attività investigativa, carica di tali sentimenti, possa aver privato le indagini di prove utili agli indagati ed ai loro difensori. Ci si deve, quindi, chiedere se il fascicolo d’indagine – così formato - rappresenti una corretta esibizione dei fatti o non abbia, al contrario, subito un’attività di “filtraggio” distorta. Quanto accaduto ha, quindi, destato sconcerto nell’avvocatura veronese e nazionale, arrivando a far infuriare il Presidente delle camere penali nazionali. Questi, considerata la gravità dei fatti, ha provveduto a denunciare il tutto al Presidente della Repubblica, Vice Presidente del CSM, Presidenti delle Camere, Ministro di Grazia e Giustizia, Presidente Commissione Giustizia. Tutto ciò considerato ho ritenuto doveroso, quale cittadino (prima ancora che fratello dell’interessato), informare gli organi di stampa affinché lo sconcerto di quanto accaduto possa arrivare a chi, come me, ha sempre posto la massima fiducia nelle istituzioni. A disposizione per ogni chiarimento al numero 3498118057, saluto cordialmente. Avv. Edoardo Giacino

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