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Lettere al Direttore

A proposito di stalking e violenza di genere.

In merito a quanto apparso nella rubrica “Pillole di salute”, del 15 giugno scorso, riguardo il delicato tema dello stalking e della violenza, vorrei rappresentare che tali fenomeni sono spesso accostati solo ed unicamente al femminicidio, ma quest’ultimo ne è, in realtà, solo uno dei molteplici aspetti. La c.d. violenza (di genere), infatti, si combatte con successo solo se, con onestà e con una attenzione mediatica più equilibrata ed equidistante, si parta dal presupposto che, purtroppo, può riguardare tanto l’uomo verso la donna che viceversa: ed è in tal senso che bisogna formare le persone, partendo sin dai più giovani, educandoli al rispetto dell’altro e del diverso da sé. Evitando che si strumentalizzi questa tematica che non deve diventare una battaglia di genere, ma di civiltà: quella stessa civiltà che serva poi di slancio per affrontare argomenti molto spesso collegati, come l’affido condiviso e la bigenitorialità, che sono sovente al centro della conflittualità di coppia. Più che di violenza “di genere”, bisognerebbe parlare di violenza “in genere”, proprio perché essa è bidirezionale e può riguardare non solo uomini e donne, ma anche anziani, bambini e disabili.

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