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Lettere al Direttore

Abuso di parole

Chiede venia, Mineo, anzitutto al PD e al Premier, per evidenti ragioni di opportunità politica, e in second'ordine, ma avrebbe dovuto essere il primo, a soggetti autistici e loro famiglie. Ora, a parte ogni giudizio di merito, colpisce l'uso improprio delle parole da parte non di un Razzi qualunque, al quale si perdona quasi per assuefazione ogni improvvido scivolamento sugli impervi pendii della lingua italiana, ma da parte di chi, nella sua qualità di (ex)giornalista, delle parole e del loro senso dovrebbe avere piena padronanza. Che Renzi proceda come un panzer, è fuori di dubbio. E che il suo decisionismo spesso e volentieri vada prendendo le impermeabili forme di irrigidimenti simil-dispositici, chi lo negherebbe? Non ci pare però che il Premier non sia profondamente e, aggiungeremmo, scaltramente calato nel contesto in cui si muove. Ricettivo sì, reattivo sì, e sempre pronto ad infilare, magari tra una slide e l'altra, qualche equus troianus. Forse a Mineo è sfuggito quello che di Renzi salta più agli occhi e che non avrebbe dovuto o potuto sfuggirgli, quell'Ego ipertrofico, bulimico e per ciò stesso ipertrofico, che ingoia le differenze per annullarle. Non di autismo, soffre il Nostro, ma di egolatria. Cosa ci aspetti nei prossimi vent'anni ce lo sussurrerà forse la memoria dei molti ventenni che ci sono toccati in sorte.

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