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Lettere al Direttore

Direttori generali degli ee.ll. - ecco come il governo vuole sistemarli

Egregio Direttore, mi permetto di inviarLe alcune osservazioni sul ddl delega relativo alla riforma della pubblica amministrazione. A riguardo vorrei segnalare un aspetto gravissimo del progetto del governo. Si tratta delle previsioni relative alla dirigenza apicale negli enti locali. In sostanza si tratta di una riforma del ruolo dei segretari comunali. Si legge nel teso del ddl delega conosciuto fino ad ora: " o) Con riferimento alla dirigenza degli enti locali:[...] istituzione del ruolo unico della direzione apicale degli enti locali, con accesso mediante concorso o corso–concorso; inserimento in esso, in sede di prima applicazione, di coloro che alla data di entrata in vigore del decreto legislativo saranno iscritti all’Albo dei segretari comunali e provinciali di cui all’articolo 98 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, con possibilità per gli stessi di optare in alternativa per il trasferimento in mobilità presso un ente locale, nonché di coloro che hanno svolto le funzioni di direttore generale di cui all’articolo 108 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 nel quinquennio antecedente alla dell’entrata in vigore del decreto legislativo e in possesso del diploma di laurea; [...]" In pratica, viene confermato il ruolo di vertice burocratico dell'ente locale ridenominandolo "dirigente apicale" anzichè segretario comunale, viene stabilito che l'accesso alla dirigenza apicale avvenga con corso-concorso come accade oggi per i segretari ma, e qui l'indecenza, viene stabilito che in sede di prima costituzione del ruolo di questa dirigenza apicale siano inseriti in essa, oltre agli attuali segretari comunali, coloro che (suppongo anche per un giorno) abbiano svolto o svolgeranno (fino all'approvazione della legge delega) l'incarico di direttore generale nell'ente locale che, come è noto, è di tipo esclusivamente fiduciario. In barba al merito, si equiparano di fatto persone che hanno vinto un concorso estremamente selettivo (i segretari comunali) agli amici della politica inserendoli nel medesimo ruolo. Tutto ciò è contrario agli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione. In questo non ci vede un tentativo di sostituire gli attuali segretari con i galoppini della politica? Davanti ad un ruolo iperinflazionato dai DG, un sindaco chi credete che chiami a ricoprire l'incarico di dirigente apicale: l'ex segretario selezionato con un concorso nazionale o l'ex direttore amico? E' questo il tentativo di portare anche negli enti locali il sistema sanità, i cui limiti sono sotto gli occhi di tutti. Tutto ciò è sconcertante. Spero possiate metterlo in evidenza. Cordialmente, Gaetano Pietropaolo

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