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Lettere al Direttore

Un Paese per vecchi?

Il recente decreto del Ministro dei Beni Culturali, che elimina la gratuità dell’ ingresso nei Musei Statali Italiani, mi porta fare alcune considerazioni e paragoni con la situazione degli anziani in Italia e in Brasile, quest’ultimo un Paese fino a poco tempo fa giudicato da Terzo Mondo ed ora pudicamente classificato emergente . In Brasile esiste da decenni una legge federale , denominata Statuto dell’ Anziano, che definisce e protegge alcuni diritti della popolazione considerata anziana ( in Brasile , paese dove la aspettativa di vita è molto inferiore a quella italiana, che invece è la terza minore al mondo, la anzianità è considerata al disopra dei 60 anni). Lo Statuto dell ‘Anziano prescrive alcuni diritti tra cui: a) La gratuità dei Musei b) La gratuità dei mezzi pubblici comunali ( inclusi metro e treno locali) c) Lo sconto del 50% sui mezzi intercomunali e sui treni a lunga percorrenza d) Lo sconto del 50% sulle infrastrutture turistiche comunali ( a Rio, ad esempio, sia il Cristo che il Pao de Açucar sono incluse) e) Lo sconto del 50% su tutti i locali di intrattenimento ( teatri, cinema etc.) anche privati f) La istituzione in tutti i locali pubblici ( supermercati, banche, uffici pubblici etc.) di file preferenziali per anziani ( oltre che per disabili, gestanti e madri con figli in braccio) di file preferenziali ( con casse separate, sportelli etc.) Tutto quanto sopra (ad eccezione delle file preferenziali) è usufruibile solo da parte dei residenti in Brasile per le strutture federali, e dei residenti nel Comune. Per cui anche qui, gli stranieri non usufruiscono della gratuità dei Musei , eccetto che nei giorni di apertura gratuita mensile per tutti, e non si capisce perché in Italia, non si istituisca la stessa cosa, ossia gratuità per i residenti e pagamento per gli stranieri. A parte il caso dei Musei, è evidente una attenzione agli anziani del Brasile, paese meno ricco dell’ Italia ( l’ Economist di questa settimana ha chiamato il Brasile Italordania, sulla base del fatto che il PIL procapite dei brasiliani pi ricchi è uguale a quello italiano, ed il PIL dei più poveri è uguale a quello della Giordania). Credo trattarsi di una dimostrazione di civiltà , con la attenzione voltata al benessere anche spirituale di chi ha già contribuito al benessere collettivo durante la propria vita lavorativa. A quando uomini politici italiani si approprieranno dell’ idea per migliorare ( o almeno non peggiorare) la condizione degli anziani , in una battaglia di civiltà che prescinde dal calcolo di rendite aggiuntive, solo sulla carta ?

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