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Lettere al Direttore

Meglio divisi , che uniti Sarà come per l'acqua calda ?

Buongiorno direttore, sono Matteo ho 18 appeni e Le scrivo perchè vorrei tanto che qualcuno almeno una volta leggesse i miei articoli , che manderò a chiunque, sebbene nessuno mi dia ascolto, vista la trafila di aspiranti giornalisti anche laureati, secondo me impreparati che riempe le vostre cassette delle lettere. Ho scritto a voi, perchè rappresentate la forma migliore di espressione, secondo me, del mezzo stampa. non è una captatio benevolentiae, o forse sì , ma per chi come me ha appena concluso il liceo classico dai gesuiti di Como e si appresta a cominciare Scienze politiche a MIlano, forse è bene affacciarsi al mondo reale e tentare, anche se non mi risponderà nessuno. Diversità e Aiuto: Sembra uno di quei titoli da centro sociale di periferia, ma non è così. Lo studio della lingua è molto importante, la lingua ripeto, poichè prima di conoscere le lingue è bene conoscere la propria. E' imprescindibile il legame tra lingua statale e dialetto, vi starete chiedendo ,ma dove vuole andare a parare? Partendo dai localismi più banali si può arrivare a spiegare la macchina dello Stato, distrutta e logorata. Come per la lingua anche per lo Stato la pluralità non può che essere qualcosa di palese e quindi constatabile: la differenze volute soppiantare dall'Unita d'Italia costringono , soprattutto oggi, mentalità differenti a seguire visioni inconciliabili. In quest'ottica o si crea un sistema politico federale, come per gli Stati Uniti che vivono di patriottismo, oppure si cede al ricatto delle banalità della visione post-comunista di uno Stato di diversità , che essendo tali dovrebbero essere tutelate e non appianate. In Italia convivono Stati veri e propri, alcuni che per efficienza superano il Lussemburgo, mentre altri che si ritrovano alla stregua di Paesi africani sottosviluppati. Creare uno Stato differenziato e plurale non significherebbe rinunciare al concetto , ideale, di Stato italiano, ma semplificare burocraticamente e fiscalmente , la vita di quelle regioni governate sia dalla Destra che dalla Sinistra, le quali compiono quotidianamente il proprio dovere. Lo Stato centrale potrebbe pensare a tutti quei territori che hanno maggiori difficoltà dando solo indicazioni di carattere socio-civile ( temi etici...) ai vari enti territoriali. Non si tratta di discriminazione razziale o "regionale", ma di concedere piena libertà e aiuto a quei territori che si affaticano per sobbarcarsi il peso di territori difficili, che molte volte sono pervasi non da voglia d'azione, bensì di comodità temporanea. Tutto ciò a spese d'altri. Grazie

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Commenti all'articolo

  • bettely1313

    12 Luglio 2014 - 17:05

    tutto bene caro giovane. Ma tiene presente che se non hai agganci politici o importanti non si va da nessuna parte. Inizia da adesso a inserirti nella politica stando a guardare come gira il mondo e aspetta il momento opportuno. Auguri.

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