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Lettere al Direttore

c'è sinistra e sinistra

caro direttore, come Lei ben sa C’è sinistra e sinistra, c’è sempre stata … soprattutto in Italia. C’è la sinistra massimalista, ideologica, rivoluzionaria ed elitaria (populista e, quindi, antipopolare) e c’è la sinistra pragmatica, minimalista, riformista e popolare … e, quindi, spesso, minoritaria. C’è, poi, la sinistra nemica dell’America e dell’Occidente, “internazionalista” come si dice e, per ciò, senza vergogna, filorussa e filocinese anti tibetana e c’è la sinistra dei popoli e degli stati democratici, filoatlantica ed europeista, non violenta. C’è, infine, la sinistra atea, materialista, storicista nel senso dell’automatico e scientifico compimento del destino umano e c’è la sinistra dei dubbi, delle incertezze, aperta alla trascendenza e all’Altro e sì … va detto … sionista e amica di Israele. Ho indicato la sinistra sionista nel rapporto dialettico con quella atea e materialista non a caso. Dopo la Shoah, allorquando il sogno di uno stato ebraico si fece urgenza e necessità di espiazione, molti uomini di sinistra, quelli meno legati all’ordine di partito di non fare caso ai pogrom sovietici (figli di quelli zaristi), ‘amarono’ l’epifania di Israele in senso eminentemente teologico, come ‘giustificazione’ e libertà. Poi arrivarono le guerre nazionaliste, l’odio reciproco, l’insensatezza e la tara di anteporre l’ethnos all’ ethos nella creazione di colonie, di nazioni, di stati e prodromi di stati … e, soprattutto, arrivò l’appoggio deciso degli USA a favore di Israele e la correlata opposizione dell’URSS, quello stesso Stato Sovietico che qualche anno dopo – proprio loro i Russi ‘amici degli arabi’ – occupò l’Afghanistan per farne un popolo suddito. Tutto questo determinò la deriva ideologica del discorso e del confronto e la sinistra più retriva e piegata al ‘centralismo democratico’ divenne filoaraba ed antisionista; ancora paghiamo questa deriva, ancora ascoltiamo basiti seri intellettuali distinguere tra antisemitismo ed antisionismo facendo finta di non sapere che non c’è nulla da distinguere e che l’ultimo è la maschera del primo ... è così da fine ‘800! Oggi, ora, Israele è bombardata ma ha la sfortuna mediatica di avere una controaerea da favola che ferma tutti i razzi destinati a Tel Aviv e Gerusalemme, ha la sfortuna di avere nemici – intendo il partito Hamas – che non si fa scrupoli di nascondere armi e terroristi nelle case dei civili, negli ospedali, nei rifugi. Nel frattempo, il sistema giudiziario israeliano mette le manette agli assassini del povero studente palestinese e il Presidente dell’Entità Sionista chiede scusa e si dice pieno di vergogna per il fatto che un ebreo abbia solo potuto pensare tale atto di ritorsione e già si preannuncia una condanna esemplare per tali terroristi, aldilà della loro appartenenza religiosa … nello stesso tempo, l’Autorità Palestinese di certo non si strugge nelle indagini per consegnare alla giustizia gli assassini dei tre ragazzi ebrei ed Hamas , il partito mandante, si dice estraneo alla vicenda. Una cosa ricordo a me stesso: l’80% degli israeliani ha passaporto europeo, vengono da casa nostra, sono nostri fratelli e di europeo hanno tutto: i mille vizi ma anche una piccola indistruttibile virtù: il culto dell’individuo, della persona, l’idea che ciascuno di noi è importante di fronte a Dio e ai suoi simili e che nessuna ideologia, nessuna religione ufficiale, nessuna appartenenza etnica può legittimare l’annientamento giustificato ed auspicato del Singolo; per questo i kamikaze, i terroristi suicidi, le nere donne cecene imbottite di tritolo, non appartengono alla nostra possibile concezione di lotta politica. In Israele, come da noi, spesso ci sono politici ed attivisti in sciopero della fame … dell’Oriente questo ci piace: il sacrificio Indù non violento, la rinuncia di sé che non viola altri ma che è insegnamento etico: in ciò Gandhi incontrava il cristianesimo ed il giudaismo e nella ‘non violenza’ fondava il suo rispetto e la sua dialettica con l’Occidente. Per concludere, non si può non menzionare, al termine della disamina di tutte le sinistre in campo, l’unico politico di sinistra italiano che da sempre si definisce sionista … senza se e senza ma: Marco Pannella. E’ l’unico che a fronte della sterile soluzione proposta praticamente da tutti i ‘progressisti’ per risolvere la questione di Terra Santa, quella dei due Stati per i due Popoli, propone un unico Stato Comune per palestinesi ed ebrei, uno stato laico dove l’ethos, appunto, prevalga sull’ethnos … un Libano in grande e pacificato dalla rinuncia all’odio e dal coraggio della pace, proprio come dice il Papa … ecco, ci ricasco, di nuovo la butto in teologia … oggi, nel 2014; ma parafrasando K. Rahner potremmo dire: gli anni duemila o saranno mistici o, semplicemente, non saranno.

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