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Lettere al Direttore

Necessità di ridurre i Consigli Regionali

Il Governo Renzi, nel quale la stragrande maggioranza del Popolo Italiano ha riposto la sua fiducia, dovrà davvero curarsi di chiudere la falla di questa barca bucata che è l’amministrazione politica sovrabbondante. Ottima l’iniziativa di abolire i consigli provinciali, (per esaminare le necessità del territorio basterebbero le unioni comunali e le comunità montane, al costo attuale!). Ma il vero guaio sono le Regioni, veri centri di sperpero clientelare che, dall’ infausto 1970, hanno prostrato la nostra economia. Pensate a quanto poco costava lì amministrazione periferica quando era affidata i soli Prefetti! I Consigli Regionali, scatenano a 44 anni una corsa alla conquista del territorio politico-clientelare che – inevitabilmente – viene finanziata con i nostri soldi, per far contenti gli amici e blandire i nemici con la speranza che diventino ex nemici. Le Regioni potrebbero essere almeno dimezzate, fondendole tra loro in base all’articolo 132 della Costituzione, come propose molti anni fa la Fondazione Agnelli. E’ inutile diminuire il numero dei parlamentari, se prima non si riducono questi centri di inevitabile sperpero. Anzi, prima che si formassero questi 20 consigli regionali, i parlamentari servivano a qualcosa! Oggi davvero non servono a nulla! Se non si riduce il numero delle amministrazioni – tenendo conto che la moderna tecnologia le rende pletoriche – vorrà dire che i poveri cittadini pagheranno più tasse, impoverendosi…per continuare a mantenere una folla di politicanti superflui che preferiscono vivere di questo invece di svolgere altri onorati e utili mestieri. Prof. Sergio Sammartino Campobasso sammartino.sergio@libero.it

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