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Lettere al Direttore

Via il paraocchi!

Oggi un' amica con la quale spesso discuto di temi politici mi ha detto: "Ormai da qualche tempo mi accorgo di osservare la realtà da un nuovo punto di vista, da una diversa prospettiva, riesco finalmente a rendermi conto di quanto questo modo di governare sia profondamente sbagliato e contro i cittadini, come ho potuto non capirlo prima! Come ho fatto a non vedere!" E' VERO! Come è stato possibile che la maggior parte di noi non abbia percepito l' effettiva realtà e abbia tollerato ogni genere di sopruso, accettando anche i capricci di chi si è impadronito delle pubbliche istituzioni! Nel 2000 la spesa pubblica era di 600 miliardi, oggi è di oltre 800, soldi che paghiamo interamente noi cittadini attraverso imposte vessatorie di ogni genere al fine di soddisfare gli assurdi sprechi e le appropriazioni di chi ne gestisce l'impiego. Abbiamo acconsentito a dover giustificare, come scolaretti, in che modo spendevamo nel 2009, in base al redditometro retroattivo, quelle briciole di nostro denaro sopravvissute alla pressione fiscale più elevata al mondo, senza che lo stato, da parte sua, riveli mai neanche in minima parte come utilizzi gli 800 miliardi di tasse e imposte che ingoia ogni anno. Abbiamo accettato, senza alcuna manifestazione di dissenso, l'affermarsi dell'illimitato potere di un'agenzia di riscossione che fa UTILI elevatissimi sulle disgrazie della gente. Abbiamo accolto l'IRAP, un raro esempio di nefandezza tributaria, in quanto tassa di più chi assume personale. Abbiamo ammesso la presenza degli studi di settore, che ogni giorno stroncano le imprese sul nascere e spingono i giovani Italiani ad emigrare all’estero. A livello locale sopportiamo, senza alcun moto di protesta, presuntuosi sindaci che, mentre stanno rendendo le città amministrate sempre più squallide, anonime, invivibili, prive di servizi e infrastrutture, suggellano la loro inettitudine comunicando senza vergogna il loro intendimento di rimanere seduti in quella privilegiata poltrona fino al 2023! Abbiamo permesso ai "nominati" dei partiti di gestire disastrosamente le istituzioni ed ora in complice silenzio ci stiamo rassegnando al fatto che le "sedicenti grandi riforme", di cui si discute con grande enfasi, rappresentino un nuovo trionfo della metodologia partitica: inserire nei posti chiave, mediante il Senato e il Parlamento dei "nuovi nominati", non certo persone valide e preparate, ma fedeli e gestibili. A quei cittadini che finalmente si sono resi conto che questo modello di sistema non è più accettabile, perchè ci porterà ad una lenta e dolorosa agonia, a chi ha definitivamente buttato il paraocchi: E’ giunto il momento di utilizzare gli strumenti democratici che ancora sono a nostra disposizione per entrare nelle istituzione e cambiarle. Basta rassegnazione, sfiducia, fatalismo! E’ nostro compito irrinunciabile interrompere il flusso degli incapaci, dei mediocri, degli inutili, dei presuntuosi e dei profittatori!

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