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Lettere al Direttore

LA CORRUZIONE : NON BASTA COMBATTERLA OCCORRE PREVENIRLA

La corruzione: non basta combatterla , occorre prevenirla La corruzione purtroppo è un tema di grande attualità, tutti ne parlano ( anche troppo ) ma pochi operano tranne gli interessati che ,viceversa senza parlarne, continuano imperterriti ad agire ( molti sono gli stessi da 20 anni ) accumulando ricchezze illecite ed aumentando gran parte del disavanzo pubblico. Come per ogni fenomeno da combattere occorre prima conoscerne le cause e poi attuare i rimedi ; la complessità del nostro sistema normativo ( il numero delle leggi è 4/5 volte superiore a quello degli altri paesi) e la conseguente inefficienza delle Pubblica Amministrazione sono tra i principali fattori che favoriscono occasioni di corruzione; quanto ai rimedi si è fatto poco o quasi nulla. Una cosa è certa : occupiamo uno dei primi posti nella classifica mondiale; il fenomeno dilaga ed è diffuso ; se prima qualche caso faceva clamore ,adesso la continua ricorrenza e ripetitività ha prodotto un effetto negativo : per l’opinione pubblica “ lo fanno tutti “ ; sembra che non sia più considerata una eccezione ma una regola e che ci siamo abituati e rassegnati a detto deprecabile fenomeno. Due anni fa il caso Fiorito fece scalpore, poi man mano si è scoperto che l’Italia purtroppo è …” un campo di Fioriti “ ! Innumerevoli scandali in quasi tutte le Regioni, tangenti all’ Expo , al Mose con importi ben più alti. La corruzione si realizza in tutti i campi, è diffusa tra politici, burocrati , magistratura, managers , imprenditori, ecc. quindi coinvolge anche appartenenti alla intera e cd “ società civile “ . Per qualche giorno TV e stampa se ne occupano, poi più nulla aspettando il prossimo scandalo. Dibattiti e commenti spesso sono demagogici e superficiali e non affrontano realmente questa emergenza. E’ utopistico ritenere che la corruzione possa essere eliminata; per contenerla in misura cd fisiologica non basta combatterla ma occorre prevenirla; l’efficienza di uno Stato è in funzione degli illeciti evitati e non di quelli puniti; si misura più con la capacità di prevenzione dei reati che con la semplice repressione di quelli già avvenuti. Mi limito ad accennare a due rimedi che ritengo prioritari per prevenire la corruzione : - Semplificare la complessa normativa e le procedure riducendo gli innumerevoli adempimenti ; la legalità confusa crea illegalità diffusa. Il sistema normativo dovrebbe offrire certezze preventive, poche regole semplici, chiare ed evitare procedure di emergenza in deroga da adottare soltanto in casi eccezionali. Troppe norme spesso contraddittorie e di difficile applicazione e interpretazione, molti passaggi con diverse competenze e responsabili aumentano ambito ed occasioni di corruzione. - Eliminare l’inefficienza, le disfunzioni e i ritardi delle Amministrazioni che sono terreno fertile per la corruzione . L’inefficienza della PA ,le lungaggini ,i ritardi ,la parcellizzazione e moltiplicazione di competenze ecc. sono tutti fattori che incentivano la ricerca di … scorciatoie illegali. Sono due facce della stessa medaglia e di un processo di causa ed effetto del quale sono vittime i cittadini e spesso anche i dipendenti della PA. In un percorso ad ostacoli più il numero di questi è alto e maggiore è l’interesse a ricercare … “ facilitatori “ che illecitamente si prestano ad eliminarli. Mi limito ad un semplice esempio: se un rimborso da una PA si otterrebbe in 11 giorni come in Olanda o in 30 giorni come in Germania non ci sarebbe la tentazione di ridurre i lunghissimi tempi con metodi illegali. In un sistema tanto complesso ed inefficiente diventano difficili anche i controlli ; in teoria ne sono previsti tanti ( anche troppi ) in tutte le Amministrazioni ; sono state istituite autorità, garanti, commissari ecc. In molti casi i controlli sono affidati ad organismi interni e spesso comportano una abnorme commistione tra controllori e controllati. I risultati non sono stati lusinghieri ; ma anche per i controllori è una attività improba districarsi in un labirinto di leggi, regolamenti ecc. ,in una miriade di competenze nella quale diventa difficile individuare i responsabili che si accavallano e si susseguono nell’iter procedurale. I controlli non possono riguardare infiniti casi a tappeto, richiederebbero un numero elevatissimo di controllori rischiando di restare sulla carta ed impossibili da esercitare. Se ci fossero poche regole semplici, certe e chiare basterebbero meno controlli e sicuramente sarebbero più mirati ed efficaci . In alcuni casi potrebbero essere aboliti , faccio un esempio per tutti: dopo la scoperta delle scandalose spese dei consiglieri regionali ( centinaia di Fiorito ….di tutti i gruppi politici ) in quasi tutte le Regioni, si è parlato di intervenire con maggiori controlli ,ma questi avverrebbero sempre su carte ( fatture, ricevute, scontrini ecc.) che si prestano a qualsiasi manipolazione. Viceversa ,il problema andrebbe risolto alla radice : uno stipendio onnicomprensivo con l’abolizione delle innumerevoli indennità e privilegi introdotti da leggi regionali che lasciano ampi spazi di discrezionalità e autonomia. Ognuno sarà libero di scegliere se fare il consigliere regionale (nessuno li obbliga) con la libertà di spendere come vuole . Si continua a parlare di leggi anticorruzione, di introdurre altre norme e nuove disposizioni, che, in un circolo vizioso, richiederebbero ulteriori controlli e via di questo passo… tutto sulla carta e in teoria. Le norme vigenti sono anche troppe, andrebbero ridotte, riordinate ed applicate. Lo stesso dicasi per gli innumerevoli organismi ed autorità esistenti che andrebbero sfoltiti e coordinati con un sistema informatico unico e una comune e razionale digitalizzazione. La semplificazione normativa renderebbe la PA più snella ed efficiente, ridurrebbe l’iter e i tempi dei procedimenti amministrativi e di conseguenza servirebbe a prevenire la corruzione. E’ necessaria anche una riorganizzazione della stessa soprattutto con un razionale processo di digitalizzazione che assicuri anche una maggiore trasparenza. Deve essere creato un sistema informatico unico per tutte le amministrazioni che non dialogano tra loro; basti pensare a due tipi di truffe ai danni dello stato: eredi … furbi che riscuotono pensioni di persone decedute da decenni; medici che continuano a percepire compensi per mutuati deceduti da tempo ; ambedue si basano sulla mancata conoscenza della morte di un soggetto, basterebbe la comunicazione telematica inviata dal comune agli enti interessati per evitare ingenti danni erariali. Un sistema informatico unificato oltre ad impedire truffe di questo genere e tante altre possibili, servirebbe ai cittadini eliminando carte, adempimenti, file nei diversi uffici e costi, facendo girare più i dati e meno le persone; sarebbe utilissimo per la lotta all’evasione fiscale. La proprietaria di oltre mille appartamenti ha potuto evadere grazie al mancato collegamento tra Agenzia delle Entrate e del territorio con il Comune di Roma ; gli esempi sarebbero innumerevoli. Dopo aver individuato i rimedi per prevenire e/o ridurre i fenomeni di corruzione , ammettendo che è utopistico eliminarla occorrerà introdurre, come deterrente, un sistema repressivo maggiormente efficace . Mi limito a citare alcune misure possibili : interdizione perpetua da incarichi pubblici di qualsiasi genere ,cancellazione dal registro ditte, radiazione da ordini professionali, chiusura della partita IVA, ritiro di licenze, autorizzazioni, concessioni, abolizione del vitalizio per i politici condannati ,ecc. ma, soprattutto, confisca dei beni e ricchezze ottenuti con la corruzione. Oltre ad una riforma normativa ne serve una culturale ; bisogna diffondere tra i giovani fin dall’età scolare una educazione alla legalità; la questione della corruzione è una emergenza che deve essere al centro dell’attenzione di tutte le forze politiche economiche e dei cittadini. Occorre un reale impegno credibile che convinca i corruttori a diventare onesti e, nel contempo, gli onesti a non diventare corruttori; soltanto cosi la lotta alla corruzione non rimarrà ,come è stato fino ad ora, un mero e sterile proclama di programmi sempre naufragati. forenzar@libero.it Renato Forenza

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