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Lettere al Direttore

Rettifica sulla lettera pubblicata sul Registro Pubblico delle Opposizioni (http://www.liberoquotidiano.it/lettere/11663960/REGISTRO-PUBBLICO-DELLE-OPPOSIZIONI--ecco.html)

Gentile Direttore, abbiamo letto una lunga lettera del Sig. Francesco Trovò in merito al Registro Pubblico delle Opposizioni, pubblicata dal vostro quotidiano online in data 30 luglio 2014. Data l’inesattezza di molte affermazioni riportate, riteniamo opportuno chiarire il funzionamento e la finalità del Registro, oltre che offrire ai lettori consigli su come tutelare la propria privacy e come manifestare in modo efficace il diritto di opposizione alle chiamate pubblicitarie. Fino all'istituzione del Registro Pubblico delle Opposizioni in Italia veniva applicato il regime di opt in per le numerazioni presenti negli elenchi telefonici pubblici, esattamente il sistema che il Sig. Trovò chiama “registro dei favorevoli”, ovvero erano contattabili per finalità commerciali solo quei numeri per cui era stato fornito il consenso. Questo sistema non ha prodotto i risultati attesi in quanto spesso non venivano rispettate le indicazioni degli utenti e l’utilizzo improprio delle numerazioni presenti negli elenchi telefonici pubblici era finito sotto la lente di ingrandimento della Commissione europea. Il procedimento è stato ritirato in seguito all'introduzione del Registro, che ha sancito l’effettivo passaggio dal sistema normativo dell’opt in a quello dell’opt out e ha permesso all’Italia di adeguarsi alla direttiva europea in materia di privacy e comunicazioni elettroniche (2002/58/CE - art. 13 comma 3). Il sistema vigente in Italia, che prevede l’esplicita opposizione al telemarketing da parte dell’abbonato, è adottato da molti paesi europei, che hanno istituito analoghi strumenti chiamati "Robinson List". Tra questi vi sono: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Olanda, Norvegia, Regno Unito, Spagna. Mentre nel resto del mondo l'opt out è adottato per esempio negli USA, Australia e Nuova Zelanda. Il D.P.R. 178/2010 – che istituisce il Registro – regolamenta unicamente le chiamate commerciali effettuate verso numerazioni presenti negli elenchi telefonici pubblici. Pertanto il servizio è riservato esclusivamente ai cittadini intestatari di un numero presente negli elenchi telefonici pubblici (detti abbonati/contraenti). I numeri riservati, a differenza di quelli inseriti negli elenchi telefonici, non sono pubblicamente accessibili e di conseguenza il loro trattamento può essere autorizzato direttamente dall’intestatario. Nonostante l’iscrizione nel Registro l’utente può comunque acconsentire a ricevere chiamate commerciali da parte dei soggetti preventivamente autorizzati. Il consenso "è validamente prestato solo se è espresso liberamente e specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se è documentato per iscritto", come stabilito dal Codice Privacy. Con il nuovo regime il cittadino è più responsabilizzato ma allo stesso tempo gli sono riconosciute maggiori tutele e certezze riguardo al corretto utilizzo dei suoi dati. Ad ogni modo, in presenza di un sospetto illecito trattamento dei dati personali è possibile sporgere il reclamo all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, che detiene il potere di vigilanza e quello sanzionatorio

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Commenti all'articolo

  • Wolfred

    01 Agosto 2014 - 06:06

    Il fatto che molti altri Paesi abbiano un Registro simile non significa un bel nulla, perché bisogna vedere se anche loro hanno una Legge sulla Privacy così assurda che ti costringe a rilasciare il consenso al trattamento dei dati ad ogni passo che muovi. Dati che poi non si sa dove andranno a finire e, probabilmente prenderanno la strada delle agenzie di Marketing, vanificando così l'iscrizione

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