Cerca

Lettere al Direttore

Una storia lunga 40 anni

Nel 1975 Aldo Moro era Presidente del Consiglio, Giovanni Leone Capo dello Stato e Livia Jannoni veniva eletta Miss Italia; nasceva Olivia Magnani, moriva Ernesto Maserati, e l’ispettore Derrick teneva incollate di fronte la tv migliaia di persone. Era l’anno dei mondiali di nuoto con l’Italia classificatasi terza, ma anche quello di Mulino Bianco, che introduceva sul mercato il marchio e cominciava con farina e burro a cuocere quei biscotti ancora oggi sulle tavole degli italiani. In radio, “I giardini di marzo” di Lucio Battisti faceva sognare. Lo stesso anno, nello stesso clima, nasceva a Vasto (Ch) in Abruzzo, il ‘Mercatino del Libro di Testo Usato’, con i ragazzi dell’allora organizzazione giovanile dell’Msi, che volevano cambiare il mondo. E ci hanno provato. Sono passati quattordicimilaseicento giorni circa, quarant’anni o, se più vi piace, due volte venti, da quel giorno in cui in tanti decisero di combattere lo strapotere delle case editrici e l’istruzione a senso unico. Con la forza che si ha a meno di vent’anni, la spensieratezza dell’adolescenza, l’irruenza positiva di chi con gli occhi lucidi sognava di costruire un’Italia migliore. Quarant’anni al servizio della città e del territorio, per permettere a tutti di poter mandare i propri figli a scuola, di recuperare qualche soldo dalla vendita di testi che diversamente sarebbero finiti e finirebbero al macero e dunque di poter pagare una bolletta o togliersi lo sfizio di acquistare un vestito nuovo. Generazioni e generazioni che hanno guardato e guardano negli occhi quei ragazzi che dietro una tavola di legno in Via Marchesani, o una scrivania nella sede di Corso Garibaldi, hanno sacrificato e sacrificano la loro estate per servire la Comunità. Quarant’anni sono tanti, ma non abbastanza per chiudere una battaglia che va ancora avanti, per contrastare gli speculatori che ieri come oggi cercano di far soldi alla faccia del diritto allo studio; per dire ai professori che in fondo il ’68 non è stata quella grande rivoluzione che loro vorrebbero raccontare a figli e nipoti. Generazioni e generazioni che hanno scelto il ‘Mercatino del Libro di Testo Usato’ per risparmiare, per dare un calcio a chi sulla scuola vorrebbe lucrare oltre l’impossibile. Padri e madri di oggi con mille, duemila, tremila lire in tasca ieri, per acquistare libri per sé, con venti, trenta, quaranta euro nel portafoglio oggi per scegliere i testi per i propri figli. Sguardi incrociati, amicizie finite, amori nati tra i libri impolverati, qualche discussione col sinistroide di turno, che alla fine è stato ed è costretto sempre a venire a comprare i libri al nostro Mercatino; perché quelli che con la parola “sociale” non si sciacquano la bocca, ma fanno una ragione di vita, siamo noi. Storie di tutti i giorni, tra il sudore dell’estate bollente ed il “grazie” di chi riconosce il merito di una iniziativa di cui si sono serviti i nostri padri e si servono i nostri fratelli minori. Le storie belle di solito finiscono presto, si dice. La nostra dura da quarant’anni.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog