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Lettere al Direttore

Smentita Agenzia delle Entrate

Egregio Signor Direttore, nell'esercizio del diritto di replica, chiedo cortesemente di pubblicare quanto segue, poiché la notizia diffusa dall'Agenzia delle Entrate non corrisponde al vero. I Funzionari citati in giudizio sono 3 e sono colpevoli ! Il sottoscritto Avv. Federico Veneri, in qualità di legale rappresentante degli imprenditori Furlan citati in tale articolo, desidera fare chiarezza sull’articolo intitolato “ Gli accertatori non hanno colpe” comparso sul quotidiani del 3 agosto a cura dell’Agenzia delle Entrate. “Con tutta la dovuta fermezza sono qui a smentire quanto affermato nell’articolo sopraccitato perché assolutamente avulso dalla realtà, dallo stato dei fatti e dal carteggio processuale. Emerge da quanto scritto un tentativo, per altro mal riuscito, da parte del Fisco, di sottacere l’azione legale intrapresa dal sottoscritto a tutela dei titolari dei locali Kalispera e Pioniere, azione che ha palesato, in modo inoppugnabile, errori e condotte ingiustificabili da parte dei funzionari del fisco. Dal tenore dell’articolo è evidente il tentativo di voler delegittimare l’operato legale, in quanto se il lettore riuscisse a comprendere il risultato già ottenuto fino a questo punto del contenzioso, le responsabilità del Fisco emergerebbero nella loro entità e sarebbero, come giustamente si chiede, a tutti evidenti; e si potrebbe far chiara luce su tutti accertamenti anche già definiti. Ma veniamo ai veri atti e fatti: contrariamente a quanto affermato dall'Agenzia delle Entrate di Padova, alla quale, peraltro, non è riconosciuto lo ius postulandi diretto, nell'abito del procedimento azionato avanti al Tribunale, la nuova strategia difensiva attuata dello scrivente è risultata vittoriosa, in quanto ha premiato producendo i seguenti risultati: il Tribunale ha accertato, in modo inoppugnabile ed incontestabile, che i funzionari del fisco hanno chiesto illegittimamente somme iperboliche su presupposti inesistenti. Questi presupposti si possono riassumere in 3 tappe: 1) il procedimento giudiziale, proposto dallo scrivente ed avente per oggetto il metodo di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate è stato accolto, malgrado le opposizioni strenue e pervicaci dell’Agenzia stessa; 2) l’autorità giudicante ha emesso, criticando il metodo usato nell’accertamento e le sue relative risultanze, un provvedimento giudiziale che ha ritenuto valutabile ed assai discutibile l'operato svolto dagli accertatori; 3) l'azione giudiziaria che ha acclarato gli errori e le responsabilità degli accertatori del Fisco non è conclusa, diversamente da quanto affermato nell’articolo, perché in effetti troverà l'esito finale con la quantificazione del risarcimento dei danni in favore dell'imprenditore Furlan. Tale causa di risarcimento del danno verrà introdotta a far data dal 15 settembre quando si uscirà dal periodo di sospensione feriale. ​Si precisa, altresì, che l'azione intrapresa e ritenuta pienamente ammissibile, ha consentito innanzitutto di difendere il contribuente in modo compiuto e pieno con un confronto ad armi pari. Ma, al contempo, tende a responsabilizzare l’operato dei funzionari del fisco, nonché ad allontanarli dall’utilizzo di metodi accertativi fallaci e/o vessatori, come è in effetti stato acclarato con il provvedimento de quo, oggi sottaciuto dall’Agenzia. ​L'atteggiamento dell’Agenzia delle Entrate - Direzione Regionale, che evita di qualificare l'autore di questa notizia inveritiera, fa capire, ancora una volta, che gli accertatori si celano dietro l'ente per non rispondere personalmente ed anche direttamente dei propri eventuali errori. ​Il principio accolto in giudizio è quello per cui “chiunque commetta errori deve risponderne, con conseguente enorme rilevanza in ogni ambito giudiziario, in termini di piena tutela del contribuente in ogni procedimento a suo carico. Attendo smentita sul punto, con riserva, in tal caso, di produrre il provvedimento che contraddice quanto affermato dall'agenzia delle Entrate. ​Con l’occasione rivolgo sentito pensiero a tutte le vittime di un sistema di accertamento, talvolta, malato e privo coscienza. ​Avv. Federico Veneri

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Commenti all'articolo

  • lalmadetango

    01 Ottobre 2014 - 10:10

    Ben detto e ben fatto!!

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